Protesta per viale Marconi al buio

11 Dicembre 2022

Il comitato dei residenti: «Le luminarie solo in centro, nella nostra strada niente»

PESCARA. Le luci di Natale si accendono nel centro di Pescara, ma negli altri quartieri, rimasti senza luminarie, è polemica. Le critiche più aspre arrivano da viale Marconi. I social nelle ultime ore sono stati tempestati di commenti di residenti e commercianti delusi e arrabbiati perché l'amministrazione comunale quest'anno ha scelto di non montare i decori luminosi a Porta Nuova.
Alla luce dei costi dell'energia alle stelle, la giunta Masci ha deciso di installare le luminarie su viale Regina Margherita, piazza Salotto, via Nicola Fabrizi, via Venezia, corso Umberto, via Cesare Battisti, via Firenze fino a via Genova, piazza Muzii, via Roma, via Trento, via Piave e corso Vittorio Emanuele, fino a via Venezia. Viale Marconi è rimasta al buio scatenando proteste e ironia sui social.
Pubblicando il video dei nuovi semafori intelligenti montati lungo la strada, con luce arancione lampeggiante, una persona scrive: «Ecco le luminarie di viale Marconi». A seguire una sfilza di commenti. «Per loro non esistiamo», «vergognatevi», «che immensa tristezza», «povera Pescara», «solo il centro, il resto è desolazione», «Pescara non è solo piazza Salotto», «ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B». La commerciante Fabiana Tenerelli riferendosi alle parole dell'assessore alle attività produttive Alfredo Cremonese, soddisfatto per il pienone registrato per gli eventi dell'8 dicembre in centro, scrive: «Cremonese pare commosso e dice “Pescara esplode tra le luci del centro”. Vergogna». E se c'è chi propone una dimostrazione silenziosa, mettendo su viale Marconi i lumini cimiteriali per dimostrare «ciò che la via è diventata e il fatto che non ci hanno degnato nemmeno di un simbolo natalizio», Franco Pasetti, tra i referenti del comitato Salviamo viale Marconi costituito per protestare contro la realizzazione delle 4 corsie sulla strada, postando le immagini di un locale commerciale ormai svuotato e chiuso invita a fare «un ragionamento semplice: se tanta gente che passeggia in centro e nuove aperture sono meriti dell'amministrazione, per una viale disastrato e chiusure in serie di chi sono le responsabilità?», domanda rivolgendosi a Cremonese. Quest'ultimo più volte nei giorni scorsi aveva spiegato che «pandemia prima e guerra adesso hanno triplicato le spese di energia e il Comune ha dovuto fare delle scelte». (a.ben.)