Protesta sotto al Comune «Disoccupata e senza casa»

27 Giugno 2017

MONTESILVANO. «Agli immigrati pagate l’albergo, a me nemmeno un affitto. Questo è razzismo». C’era scritto così, con un’esplicita accusa di razzismo al contrario, sullo striscione di protesta...

MONTESILVANO. «Agli immigrati pagate l’albergo, a me nemmeno un affitto. Questo è razzismo». C’era scritto così, con un’esplicita accusa di razzismo al contrario, sullo striscione di protesta comparso ieri mattina davanti al Comune di Montesilvano per rivendicare un casa popolare per una famiglia di tre persone e due cani, che rischia di finire sotto una tenda. Cristina Trabucco, 45enne disoccupata dal 2015, con due figli a carico, di 21 e 14 anni, e due cani uno dei quali gravemente disabile, ha deciso di dare il via a una serie di iniziative per far conoscere all’opinione pubblica la sua condizione di nuova povera. Una vita finita nell’indigenza dopo che l’azienda dove la donna ha lavorato per 20 anni ha cessato l’attività e lei è rimasta senza stipendio. Inutile la ricerca di un’altra occupazione, con centinaia di curriculum lasciati in ogni dove e per lavori di ogni genere. Mai una chiamata che potesse almeno riaccendere la speranza di uscire dal tunnel della disoccupazione. Un mese fa l’Inps le ha erogato l’ultimo assegno di disoccupazione di 870 euro, che ha consentito alla famiglia Trabucco di tirare avanti, seppure a fatica, dopo aver tolto i 520 euro per l’affitto di casa. Come se non bastasse, nei giorni scorsi l’ufficiale giudiziario ha notificato lo sfratto per morosità, per due mesi di affitto e per le quote mensili del condominio non pagati. Un debito di 2.365 euro che Cristina non ha. L’udienza in tribunale è fissata al 25 luglio.
«Non posso pagare», spiega, «non posso più permettermi un affitto. Ho chiesto aiuto, ho cercato lavoro dando anche la disponibilità a trasferirmi, mi sono rivolta tante volte al Comune, ma lì continuano a ripetermi che non possono fare niente per me e per i miei figli. Al massimo dicono che potrebbero pagarmi una o due bollette, ma a che serve se tra un mese ci sbatteranno fuori di casa? È chiaro che noi italiani siamo svantaggiati».
«Sono una donna sola con due figli e due cagnolini, ho perso il lavoro dopo 20 in un’azienda», ha scritto la 45enne ieri su Facebook, « tra non molto sarò in una tenda, ovviamente sotto il Comune. Non voglio far pena nella maniera più assoluta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA