Provincia, all’asta palazzi e terreni

12 Dicembre 2016

Al via dismissioni da 13 milioni per far quadrare i conti in rosso

PESCARA. La Provincia mette in vendita il patrimonio immobiliare, per fare cassa. E punta a racimolare 13 milioni e 600 mila euro in tre anni. Palazzo dei marmi è pronto a disfarsi di 31 proprietà, tra terreni, immobili, ex case cantoniere, un palazzetto e diversi appartamenti. Il tutto in tre anni, tra il 2016 e il 2018, anche se le prime vendite promosse quest'anno non sono andate in porto e avrebbero dovuto far incassare un milione e 400mila euro. Per il 2017, invece, la Provincia si dovrebbe disfare di beni per due milioni e 245 mila euro e nel 2018 si dovrebbero incassare addirittura 9 milioni e 948 mila euro.

«Con i tagli di fondi imposti dal governo non possiamo far altro che vendere il nostro patrimonio», dice il presidente Antonio Di Marco ricordando che i conti dell’ente sono in rosso e parlando del decreto a sua firma del 22 novembre (allegato al bilancio di previsione del 2016) che prevede le alienazioni di immobili. Nel triennio la Provincia pensa di disfarsi di strutture di un certo valore come quella che è stata scelta negli anni passati come sede della polizia provinciale e che si compone di una palazzina, una dependance e un'area di pertinenza, in via Battisti, a Pescara. L'ente rinuncerà anche della caserma dei vigili del fuoco di viale Pindaro, ma i tempi si sono dilatati rispetto alle previsioni iniziali: l'anno scorso la Provincia aveva chiesto di riavere i locali occupati dai pompieri ma l'intervento del prefetto ha bloccato tutto per cui l'operazione è slittata. «Ci è stato chiesto di non procedere con lo sfratto e di soprassedere», dice Di Marco. «Per il momento lo consideriamo un immobile vendibile (l'annualità prevista è il 2018), anche perché nei giorni scorsi Comune e Università hanno firmato un protocollo di collaborazione che contempla anche la riqualificazione di quell'area» per cui l'attuale sede dei vigili potrebbe essere coinvolta. E poi, ancora, ci sono sei appartamenti (sia sfitti che in locazione) in via Caboto 50, a Pescara, con relativi locali di pertinenza, e nove appartamenti in via Foscolo, sempre nel capoluogo adriatico (quasi tutti in locazione).

Nell'elenco messo a punto dalla Provincia (mancano le perizie di stima) anche alcune ex case cantoniere dislocate in diversi comuni, da Pescara a Popoli, da Moscufo a Brittoli, passando per Spoltore. E poi un immobile ad Alanno in via XX settembre già annesso all'Azienda agraria dell’Istituto tecnico agrario. Completano il quadro alcuni terreni a Pescara, Città Sant’Angelo, Spoltore, Moscufo e Cappelle, e una serie di porzioni di strade a Elice, Carpineto, San Valentino, Turrivalignani, Popoli, Caramanico e Montesilvano.

L'ideale sarebbe vendere tutto ma è davvero poco realistico pensare che il piano vada in porto nella sua interezza. «È difficile vendere, il mercato immobiliare è in sofferenza», commenta Di Marco. «Ma per noi si tratta di una procedura pressoché obbligata perché se non la seguissimo la Corte dei Conti ce ne chiederebbe ragione».

Tra l'altro la Provincia ha già attivato l'iter per la vendita dei suoi immobili ma fino ad oggi ha fatto un buco nell'acqua. «Ci sono stati degli avvisi per le alienazioni ma fino ad ora non siamo riusciti a vendere nulla ed è andato deserto anche un avviso per l'affitto di un capannone a Città Sant'Angelo. Ne staimo promuovendo altri, nella speranza che ci sia qualche acquirente disposto a comprare, ma mi rendo conto che è difficile e non ci conto più di tanto. Per noi è necessario seguire questa strada, anche per dare alla seguito alla riforma Delrio».

Tra le ipotesi finite nel nulla c'è la vendita del palazzo di via Passolanciano, presa in considerazione in passato e poi abbandonata d'intesa con la Regione, che ha assorbito una parte del personale della Provincia. Resta in piedi, invece, il progetto di vendita dell'ex Napolplast, in via Breviglieri. Una prima asta è stata già effettuata ed è andata deserta e a breve seguirà un nuovo tentativo.

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