Provolo si sfoga: mastico amaro

L’ex prefetto e l’avviso di garanzia: «Nessun ritardo. Questa accusa mi ferisce»
PESCARA. «Rigopiano è stata la tempesta perfetta», aveva detto il prefetto Francesco Provolo prima di lasciare Pescara per il nuovo incarico a Roma, ribadendo di aver fatto tutto il possibile e precisando anche di aver cambiato tutto il suo staff dopo la tragedia del 18 gennaio. Ieri, dopo l’avviso di garanzia, l’ex prefetto di Pescara si è limitato a poche parole, ribadendo però «che tutto quello che c’era da fare è stato fatto».
«La prefettura», ha dichiarato alla Rai, «si è attivata già tra il 15 e il 16, la mattina del 16 sono state attivate le prime funzioni delle attività. Ci sono riunioni, testimoni, persone che hanno partecipato a questa riunione. Il 18 gennaio c’è stato l’ampliamento di queste funzioni della protezione civile, quando si è aggravata la situazione della viabilità e dell’Enel con la luce che mancava in tantissimi punti della provincia, e si è disposto in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza ampliato a tutti i settori della protezione civile anche l’istituzione di un posto avanzato nella zona più critica della nostra provincia, la zona vestina di cui faceva parte anche il comune di Farindola».
Concetti ribaditi anche all’Ansa: «Mastico amaro», ha ribadito Provolo, « ho sempre detto che parlano le carte, i verbali. Noi abbiamo lavorato, poi se uno mi chiede se si potevano fare le cose meglio, beh, se potevamo fare qualcosa di più, insomma, tutto può accadere. Ma l’essenziale è stato fatto, quindi questa cosa un po’ mi ferisce perché questa, come ho detto spesso, è una cosa che porterò sempre nel cuore».

