Psicosi morbillo: parte la corsa a vaccinarsi

15 Marzo 2017

Dopo le rivelazioni del “Centro” sull’epidemia in città, aumentano le richieste di prenotazioni

PESCARA. Dieci vaccini contro il morbillo sono stati somministrati nella giornata di ieri nel poliambulatorio del presidio ospedaliero di via Fonte Romana.

L'epidemia dilagante (in un mese, come denunciato dal Centro, al reparto Infettivi dell'ospedale civile si sono registrati 75 consulenze e 25 ricoveri per i casi più gravi), sta creando una nuova psicosi, dopo quella della meningite le cui prenotazioni sono in calo.

Prenotazioni per tutte le vaccinazioni che nel prossimo futuro saranno possibili attraverso il Cup ( centro unico di prenotazione) nelle intenzioni dei vertici sanitari che stanno lavorando al progetto.

«La Asl sta investendo per migliorare il sistema di prenotazione», spiega Carla Granchelli, direttore dell'unità operativa complessa di Igiene ed epidemiologia che nel recente passato ha lanciato numerosi appelli alla popolazione per sollecitare il vaccino contro il morbillo, la rosolia e la varicella, «stiamo valutando la possibilità, entro un paio di mesi, di far partire progressivamente il progetto. Stiamo valutando questa possibilità. Intanto, oggi (ieri) abbiamo effettuato una decina di vaccini contro il morbillo, ma essendo tetravalente, la dose assicura la copertura anche di malattie come la rosolia e la parotite, che sono anche più pericolose della meningite, le cui prenotazioni resistono ma sono in fase calante. Stanno arrivando tante prenotazioni per il vaccino, stiamo pensando di aprire delle sedute pomeridiane straordinarie verso la fine del mese, come da prassi in questi casi».

Nel frattempo, il numero telefonico 085/4253959 (è possibile prenotare dalle 11.30 alle 13 dal lunedì al venerdì) sta cominciando a diventare incandescente e gli operatori sanitari (3-4 medici e un infermiere) sono oberati di lavoro. Gli ambulatori per le vaccinazioni sono aperti dalle 8.30 alle 14 dal lunedì al sabato e due pomeriggi a settimana, martedì e giovedì. Egle Di Camillo è una delle dottoresse in trincea nel poliambulatorio: «La linea è intasata» evidenzia con forza, «perché, con l'epidemia stagionale, ora tutti vogliono vaccinarsi contro il morbillo e non possiamo esaurire le richieste in un solo mese. Nel recente passato, avevamo quasi raggiunto la copertura totale delle vaccinazioni, ma il terrore seminato da quel medico britannico, secondo il quale i casi di autismo erano conseguenza della vaccinazione da morbillo, ha vanificato tutto il lavoro». «Le vaccinazioni», bacchetta Di Camillo, «non sono una moda e non si fanno per capriccio. Non si devono fare quando ci sono le emergenze in atto perché sono eventi preventivi e come tale bisogna seguire la calendarizzazione degli interventi proposta dal ministero della Salute e dalla Asl di appartenenza, consultando i siti web di riferimento». Gli operatori sanitari insistono su un punto: bisogna vaccinarsi. «Io stessa», conclude Di Camillo, «più volte ho telefonato alle mamme per spiegare l'importanza del vaccino come metodo di prevenzione delle malattie come morbillo, rosolia, varicella», che hanno decorsi imprevedibili, talvolta fatali.

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