Pugni e calci a un 21enne arrestati i due aggressori

Popoli, sono stati rintracciati dopo 10 giorni: l’accusa è tentato omicidio Il giovane di origini ucraine è ancora ricoverato in gravi condizioni

POPOLI. Hanno un nome gli aggressori che la notte dello scorso 9 marzo aggredirono e picchiarono in modo selvaggio un 21enne di origini ucraine. Il giovane è tuttora in prognosi riservata all'ospedale di Pescara, dopo essere stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico al cervello. Ieri i carabinieri della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Antonio Di Cristoforo, hanno posto agli arresti domiciliari Omar Albanese, 25enne di Pratola Peligna e Pietro Cavaliere, coetaneo di Popoli, entrambi indagati per concorso in tentato omicidio e porto abusivo di oggetti idonei per l'offesa. I due, secondo la ricostruzione meticolosa dell'accaduto da parte dei militari dell'Arma, avrebbero pianificato l'agguato nei minimi particolari, fatto di pedinamenti, osservazioni a distanza e scelta accurata del luogo dell'aggressione materializzatasi con violenti calci e pugni sul volto, sulla testa, sull'addome, utilizzando anche una noccoliera metallica, di quelle assolutamente vietate. Il ragazzo, stramazzato a terra, è riuscito ad alzarsi e tornare a casa dove è svenuto ai piedi della madre. La donna è riuscita a portarlo all'ospedale di Popoli, dove sono state constatate le gravi condizioni. Il giovane è stato poi trasferito a Pescara.

I carabinieri si sono messi immediatamente al lavoro, un episodio del genere non ha precedenti nella storia recente della comunità popolese. «Non potendo contare sulle dichiarazioni dell'aggredito, né sulle testimonianze», riferisce il capitano Di Cristoforo, «abbiamo scandagliato le frequentazioni, le amicizie, i social network e le situazioni, spesso border line, della vittima fino all'arresto degli aggressori». Ci sono voluti ben 10 giorni. Resta ancora al vaglio il movente, ma si va delineando l'ipotesi della violenza fisica come ammonimento forte per la supremazia territoriale. Affronti e diverbi più o meno diretti, reciproche ritorsioni e forse vendette trasversali. «Auguriamoci che la vittima superi presto il delicatissimo momento clinico e torni ad essere cosciente», fa presente l'ufficiale, «spero che questo grave episodio possa far riflettere sulle conseguenze che talune azioni possono determinare. È decisione recente del sindaco di voler implementare il sistema di videosorveglianza cittadina, ben venga questo genere di investimento sulla sicurezza personale e patrimoniale, dal momento che, là dove non arriva la testimonianza diretta della gente, potrebbe arrivare l'occhio elettronico delle telecamere». «I carabinieri», conclude il comandante, «continueranno nell'azione investigativa per capire la portata del fenomeno in città e prevenirlo».

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