Pugno al prof, alunno a rischio sospensione

20 Febbraio 2024

La preside: «Eventuali provvedimenti nei confronti del ragazzo saranno non solo disciplinari, ma anche di recupero»

PESCARA. Punizione, sì, ma anche recupero con lavori socialmente utili o attività di cittadinanza solidale, e sostegno psicologico. È questa la linea scelta dalla scuola, l’istituto Alberghiero De Cecco, nei confronti dello studente che ha colpito un professore con un pugno in faccia, «nel caso la vicenda venisse confermata», come rimarca la preside Alessandra Di Pietro. A valutare il caso esaminato ieri dal Consiglio di classe composto dal corpo docente che, alla presenza della preside e dei genitori del ragazzo, ha ascoltato sia lo studente che il professore colpito, sarà domani il Consiglio d’istituto. E non si esclude la sospensione.
«Certo è», scrive in una nota la dirigente scolastica, «che, nel caso la vicenda venisse confermata, non pensiamo meramente all’adozione di provvedimenti punitivi, ma piuttosto dovremo occuparci della personalità del giovane che ha reagito in maniera scomposta, impegnandolo in associazioni che operano nel volontariato e collaborano con la nostra scuola e aprendo un canale di collaborazione concreta con la famiglia per garantire al ragazzo ogni forma di supporto possibile». E aggiunge: «L’obiettivo della nostra scuola è quello di continuare a consolidare la cultura del rispetto nei confronti delle persone e della scuola, sia nel quotidiano dell’azione formativa, sia attraverso il sostegno psicologico dei nostri sportelli di ascolto Cic, Ananke, Salute e sicurezza, sia attraverso iniziative di cittadinanza attiva nel volontariato, in sinergia con associazioni vicine alla scuola».
E poi tira in ballo il ruolo delle famiglie: «È sempre più evidente la necessità di una alleanza tra scuola e famiglia, perché la scuola deve avere nelle famiglie un supporto, degli alleati su cui poter sicuramente contare. Conosco bene l’impegno degli insegnanti nel creare un clima positivo di attenzione e cura verso ogni studente come pure nell’attivazione di una didattica innovativa che tenga conto dell’ambito relazionale per contrastare situazioni di disagio. Tuttavia», fa presente Di Pietro, «questo lavoro quotidiano va sostenuto attraverso la collaborazione e l’azione convinta delle famiglie, oltre che della collettività e delle istituzioni». E quanto al fatto in questione, avvenuto nelle Cucine dell’Officina del gusto di via dei Sabini la scorsa settimana, la dirigente scolastica rimarca: «Ora l’esame della vicenda specifica passa nelle mani del Consiglio d’Istituto per giungere a eventuali provvedimenti che siano pienamente condivisi, ma non possiamo limitarci alla disciplina. Pensiamo quindi a impegnare eventualmente il giovane in attività di cittadinanza solidale in luoghi e in seno ad associazioni che verranno indicati dalla scuola, così come pure pensiamo a lavori socialmente utili e al pieno sostegno psicologico».
Intanto la vicenda ha allargato anche in città la riflessione già avviata su scala nazionale in merito alle recenti aggressioni ai danni del personale scolastico. «Quello che sta succedendo», commenta Luca Puglielli, responsabile provinciale della Cisl scuola, «è la spia di un malessere profondo rispetto alla grande comunità della scuola, una condizione di disagio per la quale ci devono essere interventi. Penso ad esempio alla necessità di rafforzare lo sportello di ascolto che, all’interno di una comunità che vive principalmente con gli adolescenti, ha una funzione cardine». E aggiunge: «In ogni caso non va dimenticato che all’istituzione scuola è demandato il compito di formare ed educare i ragazzi, compito per il quale i docenti sono deputati e abilitati con la propria competenza. Ma è necessaria la sinergia con la famiglia: le famiglie giochino il proprio ruolo e si affidino alla scuola, affinché i docenti possano arrivare in maniera serena all’obiettivo di crescere allievi responsabili e capaci».