«Punteruolo, palme da sostituire»

27 Dicembre 2018

Montesilvano, intervento degli agronomi dopo il taglio delle 12 piante sulla riviera

MONTESILVANO. «Le palme vanno sostituite con specie autoctone come le latifoglie, che ben si adattano al nostro clima e che abbattono gli agenti inquinanti». È il parere dell’Ordine degli agronomi e forestali, presieduto da Matteo Colarossi, conseguente al taglio, deciso dall’amministrazione comunale, di 12 palme della specie “Washingtonian canariensis” attaccate dal punteruolo rosso.
L’abbattimento si è verificato lungo i viali nelle vicinanze del pala Dean Martin e in via Aldo Moro, che si affacciano sul mare. Ne ha dato notizia l’assessore al Verde Pubblico Ernesto De Vincentiis, il quale ha spiegato che le piante «seppur belle scenograficamente, erano irrimediabilmente compromesse e vegetativamente morte» a causa della malattia, quindi sono state «imbustate e smaltite a norma di legge». Gli agronomi, notoriamente contrari alla piantumazione di palme in un territorio ostile, umido e soggetto a cambiamenti climatici, come quello della riviera, colgono l’occasione per ricordare agli amministratori, anche di Pescara oltre che di Montesilvano, che le palme «vanno sostituite con alberature autoctone naturalizzate al nostro pedoclima, che abbattono gli agenti inquinanti e che resistono ai cambiamenti climatici». Quindi via libera alle latifoglie come farnie, olmi, frassini, aceri, ontani. Spiega, l’agronomo Colarossi che le palme, che pure piacciono perché danno quel tocco esotico in città, in realtà «non sono sostenibili nella difesa sia per ragioni economiche sia sanitarie. I generi Phoenix, Washingtonia, Trachicharpus e Butia, non sono adatti al nostro clima temperato e mal sopportano freddo e umidità. Vanno incontro a frequenti giallumi che le debilitano e le rendono maggiormente suscettibili al punteruolo rosso, un parassita che, ormai, è diventato un problema europeo». (c.co.)