Punto Nascita, pronto il ricorso al Tar dei sindaci vestini

24 Aprile 2015

PENNE. Tutto pronto per il ricorso al Tar dei sindaci dell'area vestina contro la chiusura del punto nascite dell'ospedale San Massimo di Penne. Così come i reparti nascita di Atri, Ortona e Sulmona,...

PENNE.

Tutto pronto per il ricorso al Tar dei sindaci dell'area vestina contro la chiusura del punto nascite dell'ospedale San Massimo di Penne. Così come i reparti nascita di Atri, Ortona e Sulmona, anche quello del capoluogo vestino è stato inserito tra i reparti da chiudere.

A occuparsi di presentare il ricorso per conto di tutti i Comuni ricorrenti sarà l'avvocato Ugo Di Silvestre. Il Comune di Penne, capofila della protesta legale, ha già ricevuto il sostegno verbale dei sindaci di Farindola, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Picciano e Civitella Casanova.

Nei prossimi giorni, il protocollo d'intesa sarà inoltrato a tutte le amministrazioni dell'area vestina che, poi, dovranno approvare il ricorso in giunta. Alla base della contestazione, la necessità di mantenere l'importante servizio nascite a Penne per via delle difficili condizioni territoriali legate alla viabilità di tutto il comprensorio vestino.

E mentre i Comuni preparano il ricorso, il comitato percorso nascita regionale (Cpnr) è pronto a far conoscere le sue ultime proposte sulla riorganizzazione dei Punti nascita che non rientrano negli standard di sicurezza e qualità previsti dalla legge. Di certo, il reparto del San Massimo necessita di un intervento per continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili.

«Il nostro obiettivo è di coinvolgere nel ricorso al Tar contro la chiusura del Punto nascite del San Massimo tutti i Comuni dell'area vestina e del Teramano che usufruiscono del reparto pennese. La viabilità estremamente penalizzante di tutta l'area» ha detto il sindaco Rocco D'Alfonso, metterebbe a rischio la salute delle partorienti».

Francesco Bellante

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