«Quadri Di Persio, partita aperta»

Sindaco e assessore tentano di evitare il trasferimento ad Ascoli
PESCARA. «In merito alla collezione Di Persio, ci preme sottolineare che questa amministrazione comunale ha un’interlocuzione aperta da mesi con il prestigioso collezionista. Un cammino sicuramente non facile, ma ritenuto di prioritaria importanza per noi, perché potrà consentire la fruizione di una collezione di inestimabile valore, costituita da veri capolavori, icone della pittura dell’Ottocento, alcuni talmente rilevanti, che musei come il Louvre hanno dichiarato di voler ospitare».
Il Comune, attraverso il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Paola Marchegiani, si lancia all’inseguimento dei 200 capolavori dell’imprenditore Venceslao Di Persio e della moglie Rosanna Pallotta avviati ormai sulla strada per Ascoli e tenta di tenere aperto uno spiraglio per evitare alla città di perdere un’altra donazione, dopo quella del mecenate Alfredo Paglione, che si è ripreso i 56 quadri di maestri del Novecento perché il Comune non poteva garantire una mostra permanente al Colonna come da rogito notarile.
La collezione Di Persio non trova spazio a Pescara perché la ex Banca d’Italia di viale D’Annunzio, l’immobile acquistato dall’imprenditore per ospitare la raccolta tramite la costituzione di una Fondazione, tutto a loro spese, è inutilizzabile a causa di un lungo contenzioso con la Sovrintendenza. La proposta a Di Persio è stata avanzata dal sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, attraverso Stefano Papetti, un nome che è un sigillo di qualità nell'universo dell'arte italiana.
«La politica dei nostri musei», ha spiegato Papetti, «è quella di prestare opere importanti per mostre nelle grandi capitali dell'arte mondiale. Per questo Ascoli gode di un turismo selezionato e colto, anche dall'estero, cosa che si traduce in un benessere per tutta la città».
Con i capolavori dei Di Persio, quindi, si potrebbe fare anche meglio. «Senz'altro, perché si tratta di una collezione eccezionale, la quale conserverebbe comunque una propria autonomia all'interno della nostra organizzazione museale».
Ma per il Comune di Pescara la questione è ancora aperta: «Stiamo percorrendo con Di Persio un cammino che ci vede impegnati sia come uffici comunali sia come esecutivo per arrivare a questo fine», dicono sindaco e assessore, «All’Expo, nella mostra organizzata da Sgarbi, le opere di Di Persio sono quelle che maggiormente richiamano l’attenzione dei visitatori. Del noto collezionista ammiriamo la competenza oltre che l’amore verso l’arte. Siamo fiduciosi di poter trovare una soluzione per la città, convinti che l’arte abbia anche una grande funzione inclusiva e sociale».

