Quaglieri “affondato” dal centrodestra

7 Agosto 2024

Si arena in commissione l’assestamento di Bilancio proposto da mister preferenze di Trasacco. E il rivale Verrecchia esulta

L’AQUILA. Nel palazzo, la strategia politica conta molto di più di un portafoglio pieno di elettori tant’è che la sfida all’ultimo sangue tra i marsicani Massimo Verrecchia e Mario Quaglieri è finita con la vittoria schiacciante del primo dei due. Le urla di Quaglieri, ieri mattina in commissione Bilancio, si sentivano dalla strada. L’assessore al Bilancio di Fratelli d’Italia è stato colpito e affondato dalla sua maggioranza di centrodestra. Verrecchia, capogruppo di FdI, è il mandante; Vincenzo D’Incecco, presidente leghista della prima commissione Bilancio, l’esecutore materiale che ha ritirato, primo del voto, il disegno di legge sull’assestamento di Bilancio proposto dall’assessore di Trasacco, mister preferenze alle regionali del 10 marzo con oltre 12mila voti.
La Legge d’assestamento, quindi, non è arrivata in Consiglio regionale per essere approvata. E Quaglieri ha sfogato la sua rabbia verso una nutrita pattuglia di franchi tiratori. Mentre Verrecchia si sfregava le mani per la mossa, andata liscia come l’olio, consistita nell’emendare tre articoli della legge e riuscendo a portare dalla sua parte i consiglieri di maggioranza Marilena Rossi, Francesco Prospero, Carla Mannetti, Luca De Renzis, Gianpaolo Lugini, Nicola Campitelli, Emiliano Di Matteo, Antonietta La Porta, Leonardo D’Addazio e Marianna Scoccia oltre a D’Incecco.
«Lo strumento legislativo non è stato concordato con gli altri, le firme sugli emendamenti lo confermano», questa, in sintesi, la motivazione del leghista presidente della commissione che ha tolto due castagne dal fuoco al governatore, Marco Marsilio. Gli ha evitato, per ora, di esporsi in prima persona per richiamare all’ordine Quaglieri che era sfuggito ai radar del partito inserendo nella legge d’assestamento fondi pro domo sua, dice Verrecchia, come i 50mila euro per il cimitero di Secinaro ed i 350mila euro per la piscina di Lecce nei Marsi.
Il capogruppo di FdI, Verrecchia, li ha emendati, dopo il via libera di Marsilio e con l’appoggio trasversale di quasi tutta la maggioranza. Il segnale mandato a Quaglieri dal partito è quindi chiaro e forte.
Ma il no di D’Incecco ha anche bagnato le polveri dell’opposizione del Patto per l’Abruzzo che da giorni si preparava a scendere in campo contro Marsilio e il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, con un maxi emendamento alla legge di assestamento da 22 milioni di euro, da presentare direttamente in Consiglio, per chiedere l’abrogazione di un’altra norma, la “Legge mancia”. Cioè fondi a pioggia assegnati prima delle elezioni regionali, con criteri soggettivi, e quindi senza alcun bando, a 2.300 beneficiari, tra cui scuole di ballo, di karate, padel, piscine e attività associative varie, come per esempio il Soroptimist. Il colpo di scena in commissione si è consumato alle 12; poco dopo è cominciato il Consiglio regionale privato però del contenuto più ricco, che è stato rinviato alla prossima assise fissata al 27 agosto.
E quando Sospiri ha chiesto in aula a Marsilio se voleva intervenire, il presidente gli ha risposto sorridendo: «Non ci penso nemmeno».