QUANDO IL JUKE-BOX “URLAVA” SULLA SPIAGGIA

1 Agosto 2015

Erano estati più familiari sotto tutti i punti di vista. Le vacanze, con mamma e papà, erano al mare o in montagna nella casa in affitto almeno per 15 giorni, perché i luoghi esotici avevano ancora...

Erano estati più familiari sotto tutti i punti di vista. Le vacanze, con mamma e papà, erano al mare o in montagna nella casa in affitto almeno per 15 giorni, perché i luoghi esotici avevano ancora da venire. Sulle spiagge “urlavano” i juke-box e i concerti delle star del momento venivano organizzati sulla pista da ballo degli stabilimenti balneari. Ogni estate, a partire dal 1963, era del resto caratterizzata dalle note e dalle strofe di “Una rotonda sul mare” cantata con voce suadente da Fred Bongusto. Cheek to cheek, guancia a guancia. Erano estati al “Sapore di mare”, che i fratelli Vanzina hanno descritto in maniera attenta e molto verosimile (con i normali eccessi nella caratterizzazione di certi personaggi) in quello che è stato uno dei loro film di più grande successo. Erano estati che si sceglievano la loro colonna sonora, la canzone per la quale tutti impazzivano, che il juke-box “passava” in continuazione.

Nel 1965, cinquant’anni fa, l’Équipe 84 e Maurizio Vandelli incisero cinque singoli (“Ora puoi tornare”, “Notti senza fine”, “La fine del libro”, “Sei già di un altro” e Liberi d’amare”) e un album a 33 giri (in lucido vinile) intitolato “Équipe 84”. Era il primo long playing, come si diceva allora, al quale ne seguiranno altri sette nell’arco di quasi quindici anni. Loro, quelli dell’Équipe 84 (oltre a Vandelli, il gruppo era composto da Franco Ceccarelli, Victor Sogliani e Alfio Cantarella), erano all’inizio della loro carriera di successo. La mitica “29 settembre” di Mogol-Battisti l’avrebbero incisa solo due anni più tardi: oltre 550mila copie vendute.

In quell’estate di cinquant’anni la vetta della hit parade era appannaggio di Gianni Morandi con “Se non avessi più te”. Lo seguiva l’inglesina Petula Clark (anche attrice disuccesso, come nel film “Addio, Mr. Chips” con Peter O’Toole) che cantava “Ciao Ciao” (Downtown)in italiano con il tipico accento british. C’era anche “Il silenzio” (i film musicarelli dell’epoca avevano sempre un protagonista che faceva il militare: Gianni Morandi docet) suonato dalla tromba di Nini Rosso, che sarà uno dei grandi successi internazionali del 1965. Incalzava Jimmy Fontana con “Il mondo”, canzone partecipante a “Un disco per l’estate”: con l’arrangiamento del Premio Oscar Ennio Morricone, il brano resterà in classifica al primo posto per 10 settimane e verrà cantato anche da star straniere.

La grande Mina, fra luglio e agosto del 1965, era al quindicesimo posto della hit parade con il 45 giri “Un anno d’amore” e al primo della hit dei 33 giri con “Studio Uno”. I Fab Four, i favolosi Beatles, oscillavano invece fra il terzo e quarto posto con l’ellepì “Beatles for Sale”. In Italia, insomma, impazzava ancora alla grande un genere melodico, leggero con molto “cuore e amore”.

Dieci anni dopo le cose erano già molto cambiate: il beat che nella seconda metà degli anni Sessanta esplodeva dirompente, cominciava ad allargare la platea al pop, al rock, al soul, alla disco. Ma l’estate voleva ancora l’amore, il sogno, la fiaba... fra luglio e agosto del 1975 fra i singoli (ma anche ellepì) più venduti c’era “Sabato Pomeriggio” di Claudio Baglioni (pubblicato proprio all’inizio dell’estate), con la copertina dominata da un grande sole sfumato di arancione e giallo: risulterà, quell’anno, il disco più venduto in assoluto. Mina cantava “L’importante è finire” mentre Domenico Modugno con la piccola Francesca Guadagno spopolava con “Piange il telefono”.

La vera colonna sonora e tormentone di quell’estate resterà comunque “Sabato pomeriggio” - ma cosa è stato di un amore/che asciugava il mare/che voleva vivere/volare... ti prego/passerotto non andare via... - mentre i Goblin suonavano la musica ossessiva della colonna sonora del film di Dario Argento “Profondo rosso”, un doppio sucecsso musicale e cinematografico. Oggi i tormentoni estivi sono sempre più di uno. Questa estate, per il momento, in testa alla classifica ci sono The Kolors, freschi vincitori di Amici, con “Out”. E dietro di loro si piazza Jovanotti, che è però il vincitore alla grande della top ten dei super concerti negli stadi. Impensabili cinquant’anni fa.