Quando il municipio abbassa troppo le difese

Quando l’esasperazione e la rabbia dei cittadini sfocia in conflitto sociale, il capro espiatorio diventa la classe politica. Il dilagare degli episodi di violenza nei confronti degli amministratori...
Quando l’esasperazione e la rabbia dei cittadini sfocia in conflitto sociale, il capro espiatorio diventa la classe politica. Il dilagare degli episodi di violenza nei confronti degli amministratori è la spia di un disagio più ampio. Complice la crisi che non accenna a stemperarsi, le sempre maggiori difficoltà della gente comune ad arrivare alla fine del mese e le tasse alle stelle, dalle periferie della città si leva un grido di dolore che nasce dalla consapevolezza della sconfitta di una proposta politica, sociale e culturale alternativa e veritiera. Il tentativo di rottura rispetto al passato, vedi l’idea di una classe dirigente che abbassa le difese, rinuncia alle barriere elettroniche e si apre alla comunità senza troppi controlli, appare almeno in parte naufragato. Dopo sei mesi di mandato elettorale il centrosinistra si ritrova punto e da capo ad affrontare vecchie rogne irrisolte, ma con guai economici maggiori e un regime di tassazione ai massimi storici. In questo contesto, chi ha la testa più calda degli altri invece di indignarsi e avvilirsi comincia a reagire, forzando le regole del vivere democratico. Accade così che da giugno a oggi il sindaco Marco Alessandrini si ritrova a fare i conti con almeno cinque minacce o aggressioni nei confronti di assessori, consiglieri o dirigenti. C’è stata una donna che ha inveito contro l’assessore Sandra Santavenere, urlando di essere ascoltata e minacciando di tagliarsi le vene con un taglierino. Un uomo si è presentato in Comune con una tanica di benzina e un altro ancora fa ha costretto la giunta a barricarsi al primo piano in attesa dell’intervento della polizia municipale. Infine giovedì mattina, nel giro di pochi minuti, sono stati aggrediti e minacciati due assessori, Giacomo Cuzzi e Adelchi Sulpizio. Tutti episodi che non sono nuovi alla storia di questa amministrazione e che rappresentano il fulcro di problemi irrisolti che il centrodestra e il centrosinistra si trascinano di quinquennio in quinquennio, primo fra tutti la domanda crescente di alloggi popolari. Come dimenticare la telenovela di Domenico Zazzara, detto “Zazzetta” che per mesi ha dormito in un sottoscala del Comune dopo essere stato sfrattato da un albergo a causa di motivi di ordine pubblico e dopo aver minacciato più volte il suicidio? L’uomo, che durante la passata amministrazione è salito sulla torre civica urlando di buttarsi giù e un’altra volta si è cosparso di benzina in consiglio comunale chiedendo una casa per sé e per il suo cane, è uno dei simboli del disagio che si trasforma in protesta. Andando indietro nel tempo, si ricorda il proiettile di carabina calibro 30 inviato nel 2004 all’attuale presidente della Regione Luciano D'Alfonso e gli schiaffi che si è beccato l’ex assessore Armando Mancini da parte di un commerciante. Rita Faieta, la segretaria di fiducia di un altro sindaco di ieri, Carlo Pace, nei suoi incubi ricorderà ancora i trenta minuti di terrore vissuti nel 2001, quando un malvivente si introdusse nel suo ufficio puntandole contro una pistola con un colpo in canna. La donna, oggi, può consolarsi con un encomio solenne in riconoscenza del valor civile. (y.g.)

