Quaranta sovranisti protestano in tribunale

5 Maggio 2023

Sit-in a sorpresa durante un’udienza per il furto di corrente: portati tutti in questura

PESCARA. Momenti di tensione, nella tarda mattinata di ieri, in Tribunale, con l’intervento di polizia e carabinieri, a causa di un gruppo di persone, una quarantina in tutto, appartenente all’organizzazione di stampo sovranista “Noi è, io sono, la nazione”, la quale, durante un’udienza, ha inscenato una protesta. L’organizzazione rifiuta ogni autorità statale, leggi e tasse comprese.
Il caos si è scatenato attorno alle 12 davanti all’aula 5 dove era in corso un processo nei confronti di un appartenente al gruppo stesso, residente in un centro della provincia, per un furto di energia elettrica. Processo che, fra l’altro, non essendo stata presentata querela, si è concluso con l’archiviazione per difetto di procedibilità. Immediatamente sono intervenuti gli addetti alla vigilanza e di lì a pochissimi minuti anche gli agenti della Digos con il dirigente Dante Cosentino, i poliziotti della squadra volante e i carabinieri. Sono stati fermati per essere identificati e, a questo punto, tutti hanno mostrato un tesserino plastificato con il logo del movimento. Alla richiesta di esibire un valido documento, la maggior parte dei componenti dell’organizzazione si è rifiutato, dicendo di non riconoscere l’autorità dello Stato italiano. Trenta di loro sono stati, quindi, accompagnati in questura e al comando dei carabinieri per gli accertamenti e per la identificazione, che si è rivelata di nuovo tutt’altro che facile. Hanno continuato a ribadire di non riconoscere le leggi e le varie procedure che ci sono in Italia. Il tutto è andato avanti fino alle 19. Alcuni di loro sono stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici. Dagli accertamenti è venuto fuori che due persone hanno provato a fornire false generalità. Sono in corso ulteriori approfondimenti per verificare la sussistenza di altri reati commessi dentro e fuori l’aula del Tribunale e negli uffici della questura.
L’organizzazione conta circa 10 mila adepti. Rifiutano l’appellativo di setta e si definiscono «uomini e donne vivi e liberi che esercitano il principio della vita e il diritto all’esistenza».
Alessandra Di Filippo