Quarantena o chiusura: quando si applicano
In caso di contagi a scuola quando si attua la “quarantena” e quando si ricorre alla “chiusura” di un plesso scolastico? Alla domanda di tanti genitori, che impazza sui social , risponde la Asl di...
In caso di contagi a scuola quando si attua la “quarantena” e quando si ricorre alla “chiusura” di un plesso scolastico? Alla domanda di tanti genitori, che impazza sui social , risponde la Asl di Pescara sul proprio sito istituzionale www.ausl.pe.it
«La quarantena», spiegano i tecnici dell’azienda sanitaria, «si attua alle persone sane che sono state esposte ad un caso Covid con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. È un provvedimento disposto dalla Asl in seguito ad accertamento di casi di positività al Sars Cov 2». La disposizione «implica il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione e di contatti sociali». In sostanza, chi va in quarantena, non può uscire di casa neppure per gettare la spazzatura, come, invece, purtroppo accaduto a persone che vivono sole e che non hanno familiari in grado di aiutarli.
Diverso è il significato di “chiusura” di interi plessi scolastici da parte del sindaco, massima autorità sanitaria del territorio. Tali provvedimenti, come quello attuato l’8 febbraio scorso dal sindaco di Pescara Carlo Masci, allo scopo di tutelare famiglie e personale scolastico in seguito all’aumento inarrestabile dei contagi in città, vengono presi di concerto con la Asl, per «necessità di sanificazione degli ambienti o per allontanamento prudenziale della popolazione scolastica in caso di aumento di positivi a scuola».
Da quel momento partono le lezioni a distanza degli alunni e le igienizzazioni dei locali da parte di ditte specializzate che operano nelle sedi scolastiche negli orari in cui sono vuote. Lo dice chiaramente la Asl: « La chiusura della scuola disposta dal sindaco», si legge nella nota aziendale, comporta l’attivazione della didattica a distanza ma non l’obbligo di restare a casa, ferme restanti le misure alle quali attenersi per contenimento del contagio, cioè l’uso della mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale». (c.co.)
«La quarantena», spiegano i tecnici dell’azienda sanitaria, «si attua alle persone sane che sono state esposte ad un caso Covid con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. È un provvedimento disposto dalla Asl in seguito ad accertamento di casi di positività al Sars Cov 2». La disposizione «implica il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione e di contatti sociali». In sostanza, chi va in quarantena, non può uscire di casa neppure per gettare la spazzatura, come, invece, purtroppo accaduto a persone che vivono sole e che non hanno familiari in grado di aiutarli.
Diverso è il significato di “chiusura” di interi plessi scolastici da parte del sindaco, massima autorità sanitaria del territorio. Tali provvedimenti, come quello attuato l’8 febbraio scorso dal sindaco di Pescara Carlo Masci, allo scopo di tutelare famiglie e personale scolastico in seguito all’aumento inarrestabile dei contagi in città, vengono presi di concerto con la Asl, per «necessità di sanificazione degli ambienti o per allontanamento prudenziale della popolazione scolastica in caso di aumento di positivi a scuola».
Da quel momento partono le lezioni a distanza degli alunni e le igienizzazioni dei locali da parte di ditte specializzate che operano nelle sedi scolastiche negli orari in cui sono vuote. Lo dice chiaramente la Asl: « La chiusura della scuola disposta dal sindaco», si legge nella nota aziendale, comporta l’attivazione della didattica a distanza ma non l’obbligo di restare a casa, ferme restanti le misure alle quali attenersi per contenimento del contagio, cioè l’uso della mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale». (c.co.)

