Quaresimale torna, la Lega canta vittoria

19 Febbraio 2020

Dimissioni già ritirate prima dell’arrivo (domani) di Salvini

PESCARA. Le dimissioni dalla Lega del capogruppo Pietro Quaresimale sono un fuoco di paglia che si spegne nel giro di soli due giorni prima dell'arrivo in Abruzzo di Matteo Salvini previsto per le 13,20 di domani a Chieti. Sarà una visita lampo della durata di appena mezz'ora nella sede della Provincia, seduto accanto al candidato sindaco Fabrizio Di Stefano. Ma per la felicità di Luigi D'Eramo, coordinatore regionale del Carroccio, il suo leader non dovrà occuparsi più del caso Quaresimale.
L'ex sindaco di Campli infatti è rientrato nell'ovile quasi a testa bassa e senza nulla a pretendere, smentendo le voci che circolavano dentro e fuori dalla Lega su sue svariate richieste come l'assessorato al Lavoro, al posto di Piero Fioretti, oppure il coordinamento provinciale teramano affidato a Gianfranco Giuliante o quello cittadino, sempre a Teramo, dato ad Andrea Scordella, sindaco di Silvi. Tre colpi bassi per Quaresimale.
COLPO DI TESTA. Ma lui torna chiedendo scusa al partito per il suo colpo di testa. È una sottomissione, la sua, arrivata alla fine di una lunga giornata politica cominciata con una sedia vuota in Consiglio regionale dove, tra i provvedimenti più importanti, è stata riapprovata la discussa legge sulle case popolari riveduta e corretta dalla maggioranza di centrodestra incalzata dagli strali dell'opposizione, in particolare del consigliere Antonio Blasioli.
Nel frattempo una sedia in Consiglio è rimasta vuota, quella di Quaresimale, appunto. Andiamo per ordine partendo dalla fine. Cioè dal comunicato diramato da D'Eramo alle 19.30 che ha chiuso la partita. Eccolo: «La fiducia nei confronti della Lega, del commissario regionale Luigi D'Eramo e del segretario federale Matteo Salvini non è mai venuta meno», afferma Quaresimale, «pertanto ho deciso, all’esito del positivo confronto con i vertici regionali, di restare nel partito, convintamente». Un dietrofront clamoroso tanto quanto lo è stato lo strappo.
AL VELENO. Sì, è un atto di sottomissione, se confrontato al suo comunicato al veleno di un paio di giorni fa, che ora Quaresimale spiega semplicemente così: «Ci sono state delle incomprensioni che, però, abbiamo chiarito insieme al commissario regionale D'Eramo durante il colloquio avuto nel pomeriggio (di ieri, ndr). Non esiste più, pertanto, alcuna ragione per abbandonare il partito, né tantomeno il ruolo di capogruppo».
PERICOLO SCAMPATO. Il ritorno da figliol prodigo viene commentato da D’Eramo: «Accolgo con soddisfazione la posizione del nostro capogruppo. La Lega è un partito aperto al confronto: raccogliamo con prontezza gli stimoli di Quaresimale e riprendiamo il cammino politico ed amministrativo svolto in questo primo anno di Regione». Scampato il pericolo di una figuraccia con Salvini, anche se è difficile pensare che non ci sia stato nulla in cambio, come la promessa di una delega, torniamo in consiglio, nelle case popolari.
SPACCIO E ARMI. La legge, riveduta e corretta, aggiunge, tra i requisiti per la partecipazione al bando di concorso per l'assegnazione degli alloggi, la previsione «di non aver riportato negli ultimi cinque anni una condanna per il reato di vilipendio, nonché per i reati di gioco d'azzardo, detenzione e/o porto abusivo di armi, che diventano causa di esclusione per l'assegnazione».
Quindi riappaiono le armi e lo spaccio di droga nell’elenco dei reati previsti dalla legge bocciata dal Governo e poi finita alla Consulta. Ma non è detto che non ci rifinisca visto che dal capitolo dei requisiti non è sparito quel passaggio che obbliga gli extracomunitari, quelli che arrivano da zone di guerra del nord Africa, di dimostrare che nei loro paesi non hanno altre case. Chiamale, se vuoi, immobili bombardati, o capanne o semplici tende. Inoltre è stata inserita una nuova norma «con il fine di contrastare il fenomeno del degrado urbano e l'ordine pubblico». E cioè «le Ater e i soggetti gestori degli alloggi popolari approvano programmi di riqualificazione e rigenerazione urbana delle predette aree dando priorità a quelle zone nelle quali si sono registrati ripetuti episodi di criminalità». Che per l’opposizione (M5S e Pd) si riduce in realtà nel via libera all’abbattimento del cosiddetto Ferro di Cavallo, nella Rancitelli di Pescara.
SOSPIRI ESULTA. «Ma la priorità», ribatte la maggioranza approvando emendamenti e sub emendamenti, «viene data anche in caso di perduranti situazioni di inutilizzabilità o occupazione illegali non sanabili ovvero in stato di degrado e abbandono». Che porta Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio, a commentare soddisfatto: «Il Ferro di Cavallo verrà buttato a terra. Lo abbiamo ribadito in Consiglio regionale approvando le modifiche alla nuova legge per disciplinare l’assegnazione delle case popolari che hanno ulteriormente potenziato e rafforzato il cammino intrapreso in tal senso, congiuntamente, da Regione Abruzzo, Comune di Pescara e Ater. Modifiche che, al di là delle interpretazioni di retorica, danno alle Aziende territoriali uno strumento normativo in più per contrastare i fenomeni di degrado urbano che da troppi anni affliggono alcuni quartieri popolari, fenomeni contro i quali, per la prima volta, il nostro Governo sta assumendo una posizione dura e rigorosa». Tutto qui? No.
MASTER CHEF. Dopo le interrogazioni, tra le altre leggi approvate ieri, mentre la sedia di Quaresimale rimaneva miseramente vuota, ci sono la modifica della norma regionale sull'istituzione del Corecom che prevede la possibilità di aprire nei comuni capoluogo di provincia, sportelli decentrati del comitato di garanzia della telecomunicazione con un massimo di due sportelli per provincia nelle aree di maggiore estensione territoriale. E la legge che prevede il rimborso spese per i componenti del «comitato tecnico per il sistema di concessione e controllo del marchio collettivo Ristorante tipico d'Abruzzo», cioè gli chef stellati. Una legge che ha fatto schizzare in piedi, quasi paonazzo, il 5 Stelle Pettinari.
C’è infine il tempo per salutare l’esordio nell’ufficio di presidenza di Francesca Di Muro, neo direttore del servizio legislativo, prima del rompete le righe. Ma la sedia di Quaresimale resta vuota.