Quattro sindaci firmano il patto per la Sicurezza

Pescara, summit in prefettura con i primi cittadini dell’area metropolitana Siglata un’alleanza contro spaccio, prostituzione, bullismo e abusivismo
PESCARA. Recupero della vivibilità dei luoghi contrastando spaccio, sfruttamento della prostituzione, occupazione abusiva di case popolari, bullismo, aggressioni: si rinnova per altri due anni il patto per la Sicurezza, modello partecipato promosso da prefettura e Comuni di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant'Angelo già dal settembre 2012.
La firma del protocollo segue di poche ore gli ultimi episodi di cronaca avvenuti a Pescara, dove solo nella serata di sabato un uomo è stato gambizzato, nel quartiere Rancitelli, e nel centro storico, durante una rissa, un altro è stato ferito con un coltello.
«Questo patto serve a rinnovare e confermare, ma soprattutto a rafforzare» spiega il prefetto di Pescara, Vincenzo D'Antuono, «il lavoro che ogni giorno le forze dell'ordine svolgono e la collaborazione con le amministrazioni locali. Il fine deve essere quello di dare sicurezza ai cittadini che devono avere la percezione di città sotto controllo. Oggi la società è mutata e con lei sono canbiate le condizioni economiche e sociali: è cambiata anche per la multiculturalità e la presenza su un territorio globalizzato di persone che hanno usi, costumi, culture e religioni diverse».
«Per questo dobbiamo garantire la pacifica convivenza sul nostro territorio delle varie anime che compongono la società, e per fare questo» prosegue il prefetto «occorre quella collaborazione fra tutte le componenti della società: cittadini, forze dell'ordine, enti locali, associazioni di categorie e di volontariato. Fare squadra per assicurare e dare sicurezza ai cittadini che vivono nella nostra provincia che» chiosa il prefetto D'Antuono «per numero di residenti, per economia e posizione geografica presenta caratteristiche differenti da tutte le altre province abruzzesi».
Il patto per la Sicurezza è stato siglato dai sindaci Marco Alessandrini, Francesco Maragno, Luciano Di Lorito e Gabriele Florindi. Presenti, in prefettura, anche il questore Paolo Passamonti, il colonnello Paolo Piccinelli, comandante provinciale dell'Arma, e i vertici della guardia di finanza e del corpo forestale dello Stato.

