«Quel rapinatore poteva uccidermi»

15 Gennaio 2020

Il dramma della tabaccaia aggredita sotto casa per 20 euro. «Mi ha puntato il piede sul petto e mi ha buttato per terra»

SPOLTORE. Stava tornando a casa dalla tabaccheria di via Italia ed era praticamente arrivata a destinazione quando un uomo le ha teso un agguato e le ha strappato di mano la borsa, con violenza. Inutile ogni resistenza da parte della vittima. La donna, colpita con un calcio al petto, è caduta a terra e ha dovuto rinunciare alla borsa, che conteneva alcuni oggetti personali e appena 20 euro. E' stata enorme la paura, in quei momenti, come racconta proprio la tabaccaia di 63 anni, A.D.M., che lavora con il figlio.
«Ogni sera faccio quella strada e sempre alla stessa ora, per tornare a casa, in via Reggio Calabria: sono circa 200 metri dalla tabaccheria», riferisce la donna, e lunedì era a pochi passi dall'uscio, attorno alle 19.40, quando un uomo è «spuntato fuori dal muretto vicino al garage di casa». Era riuscito a nascondersi proprio grazie al muretto e al momento giusto è spuntato fuori e ha tentato di derubarla. «All'improvviso, ho visto una sagoma nera e quando ha preso la borsa, ho provato a non lasciarla andare. Ma mi ha puntato il piede sul petto e mi ha buttato a terra. Io strillavo e ho richiamato l'attenzione di due persone. Una mi ha aiutato, mi ha fatto rialzare, l'altra ha provato a inseguire il rapinatore, ma era davvero veloce ed è sparito». I segni si sentono ancora tutti, non solo a livello fisico. «Sono indolenzita, ho dolore al petto e al bacino e non ho dormito per niente perché ho paura», raccontava ieri. Ragionando a mente fredda sull'accaduto la tabaccaia pensa di essere stata controllata a distanza per un po' di tempo, prima della rapina.
«Forse quell'uomo mi stava aspettando», sapendo che sarebbe rientrata a casa, e magari sperava di trovare nella borsa gli incassi della tabaccheria. «Mi auguro che lo prendano», dice la donna confidando nel lavoro dei carabinieri (e nelle riprese delle telecamere) ai quali ha riferito tutto su quello sconosciuto che probabilmente aveva «una calzamaglia sul volto, o forse era un uomo di colore». Per ora, conclude, «ringrazio Dio perché se quel malvivente avesse avuto una pistola o un coltello, mi avrebbe uccisa». Lo "spavento" della donna è stato davvero grande, mentre il figlio sta cominciando a chiedersi se sia opportuno «proteggere l'attività con un sistema di videosorveglianza, considerato che si stanno verificando un po' troppi episodi» a Spoltore: si pensi al furto di qualche giorno fa al Caf di via Mare Adriatico e ai colpi avvenuti in precedenza. Dal canto loro i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, hanno intensificato i controlli e nei giorni scorsi hanno realizzato due servizi straordinari che hanno interessato varie parti del territorio, oltre a quelle ritenute più a rischio, utilizzando anche il personale della Compagnia di intervento operativo (Cio) del battaglione Calabria. Sono state controllate 90 persone ed è stato imposto l'alt a 60 veicoli, sempre per un controllo, destinando a queste attività venti militari. E sono stati proprio i carabinieri della compagnia, insieme a quelli del posto, coordinati da Enrico Bicocca, a individuare e denunciare in tempi rapidissimi, all'inizio del mese, il quindicenne che ha aggredito una donna, dopo averla insultata senza motivo mentre era in compagnia del marito vicino al circolo ricreativo per anziani "Lo Svago".