Quel rogo che devastò il Gran Sasso

14 Agosto 2024

Nel 2017 le fiamme di un barbecue distrussero 30 ettari di bosco: danni per 1.1 milione

L'AQUILA. Era il 5 agosto 2017. Durante la Rassegna ovini di Campo Imperatore, organizzata dall'allora Camera di commercio dell'Aquila – oggi Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia – divampò un incendio di vaste proporzioni, che dalla zona di Fonte Vetica, dove si teneva la manifestazione, a causa del gran caldo e del forte vento, raggiunse rapidamente la zona di Vado di Sole, al di sopra di Rigopiano. Le fiamme, partite da un barbecue, dopo aver interessato le sterpaglie della piana hanno superato la montagna circostante, bruciando prima la pineta e poi la faggeta. Uno degli incendi maggiormente devastanti mai registrati sul Gran Sasso: le fiamme distrussero 30 ettari di bosco, con un danno stimato in 1,1 milioni di euro. Per l'episodio furono indagate inizialmente, dalla procura dell'Aquila, sei persone di cui tre condannati ad un anno e quattro mesi. Un disastro ambientale di cui, ancora oggi, restano vivide le immagini con ettari ed ettari di superficie boschiva ridotta ad un ammasso di cenere nera e colonne di fumo che hanno oscurato per giorni le montagne. Era l'ora di pranzo, proprio mentre la Rassegna ovini era in pieno svolgimento con circa 30mila visitatori, quando le fiamme divamparono da un barbecue acceso per cuocere della carne: vennero distrutte praterie e alberi nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. Un danno all’ecosistema ingente, quantificato da una perizia redatta da esperti. Per la sua portata, si riuscì a domare il rogo soltanto dopo 15 giorni, con l’impiego di due canadair e due elicotteri. La Camera di commercio finì nel fuoco di fila delle polemiche per aver diramato, nel primo pomeriggio del 5 agosto, un comunicato stampa sulla buona riuscita della manifestazione, quando l'incendio stava divorando i boschi del Gran Sasso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il fuoco era sfuggito al controllo di un gruppo di giovani che avevano acceso un barbecue, propagandosi rapidamente a causa del forte vento. Inutili i tentativi dei presenti e dei carabinieri forestali, presenti alla 58esima edizione della Rassegna ovini, di arginare il rogo in partenza. Le fiamme, dopo aver bruciato il prato secco, hanno raggiunto prima la pineta e poi la faggeta arrivando a superando il versante aquilano della montagna e scendendo verso Rigopiano. Il dispiegamento di forze fu enorme con vigili del fuoco dall’Aquila e Montesilvano, carabinieri forestali, protezione civile e canadair, che per quasi due settimane hanno operato nella zone, nel tentativo di spegnere l'incendio. Qualche giorno prima dell'evento, la Stazione ornitologica abruzzese aveva inoltrato un esposto alle autorità competenti definito Fonte Vetica "terra di nessuno" per la mancanza di controlli adeguati, soprattutto in occasione dei grandi eventi. (m.p.)
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