«Quella notte salvati da un angelo»

Coniugi rintracciano e ringraziano il volontario aquilano incontrato fra le macerie
AMATRICE. Quattro giorni fa hanno telefonato al loro angelo salvatore: «A te va la nostra eterna gratitudine». Poche parole e tanta commozione per Francesco Micacchi e sua moglie Antonietta Tola di Pesaro. Nella maledetta notte di un mese fa erano feriti in una stanza dell’Hotel Roma. Tra le macerie li ha recuperati Giuseppe Baiocco, 38 anni, di Caporciano, volontario del Soccorso alpino Gran Sasso dell’Aquila. Tra i primi ad arrivare dopo la terribile scossa. Micacchi è originario di Scai, frazione di Amatrice e il 24 agosto dovevano alloggiare per una notte all’Hotel Roma.
«L’incubo è iniziato alle 3.36», racconta Francesco Micacchi, «durante quegli interminabili secondi tutto è crollato ad Amatrice, nelle frazioni circostanti, e nell’Hotel Roma, dove alloggiavamo. Un incubo che è proseguito per le successive tre ore, quando, dopo essere riuscito a liberare prima me e poi mia moglie dal tramezzo che ci era piombato addosso, sul letto, siamo rimasti in quella stanza dove non esistevano più pareti e dove a ogni scossa si verificavano crolli. Eravamo paralizzati, impossibilitati a muoverci: c’erano cumuli di macerie da superare e non ero in condizioni di attraversarle. Il nostro incubo è terminato alle 6.30, quando quello che abbiamo definito e descritto a tutti come un angelo è arrivato a salvarci. Dopo numerosi tentativi e ricerche siamo riusciti a dare un nome a quest’angelo: Giuseppe. È un volontario del Soccorso alpino dell’Aquila, che alla notizia del terremoto non ha esitato un attimo a partire ed è arrivato per primo all’Hotel Roma, mettendo a repentaglio la sua stessa vita per salvarla a qualcuno che neanche conosceva. Come nel nostro caso. Si è introdotto in quello che rimaneva dell’hotel ed è riuscito, nonostante le mie condizioni, a portarci fuori sani e salvi. Come noi, altre persone sono state estratte vive da questo angelo. A Giuseppe la nostra infinita gratitudine e un sentito grazie anche agli altri volontari, la parte bella dell’Italia».
E Baiocco, che finora ha evitato di raccontare la notte del terremoto, ringrazia a sua volta i coniugi marchigiani. «Sono stato contento di sentirli, un’emozione», afferma il volontario aquilano, «stavo aiutando due ragazzi quando ho raccolto i loro lamenti. Li ho tranquillizzati prima di prenderli in braccio e di portarli in salvo. Un angelo? No, sono contento di avere fatto solo il mio dovere».
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