«Quella proposta è da rivedere»

7 Ottobre 2018

L’associazione degli ex consiglieri scrive al sindaco: stop agli edifici residenziali

PESCARA. «Si sta guardando alle aree di risulta come ad un contenitore da riempire in qualche modo, con una valutazione prevalentemente finanziaria e talvolta corporativa, in cui ogni categoria propone soluzioni utili al proprio settore. È carente la volontà di una visione strategica del ruolo che l’opera può avere per il futuro». A sostenerlo è il presidente dell’Associazione degli ex consiglieri comunali di Pescara Mario Sorgentone in una lettera inviata ieri al sindaco, ossia alla vigilia della ripresa del dibattito in aula sul progetto delle aree di risulta.
«L’Associazione», spiega Sorgentone, «è fortemente preoccupata per la contrapposizione, in consiglio comunale, tra le forze politiche in merito alla riqualificazione delle aree di risulta, che potrebbe portare a rinviare, ancora una volta, la soluzione di un’opera attesa da 30 anni. Pescara ha un tesoro di inestimabile valore, rappresentato da 130.000 metri quadrati di terreno vergine nel cuore della città, la cui ottimale utilizzazione potrebbe dare un enorme contributo a rendere la città più bella».
«Sarebbe stato opportuno», afferma, «prima ancora di confrontarsi sul numero dei parcheggi, sulle superfici residenziali, sulla estensione del parco, sulla gestione delle aree di sosta, chiedersi quali siano i bisogni reali della città e quali benefici essa possa trarre dalla riqualificazione delle aree di risulta. Il recupero dell’area non può prescindere da un polo culturale, una struttura polifunzionale, a servizio del centro, delle periferie e dell’intera area metropolitana». «Preoccupa», aggiunge, «la realizzazione dei due edifici residenziali, che rappresentano un corpo estraneo in un’area da sempre protetta da ogni tentativo edificatorio. Così come destano perplessità le dimensioni del bosco urbano e la viabilità sotterranea. Per i parcheggi riteniamo che il loro numero non dovrebbe essere inferiore alla disponibilità attuale».
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