«Questa era una zona tranquilla»

4 Agosto 2022

Strada parco, i residenti: eravamo un simbolo della città, ora c’è tanto degrado

PESCARA. L’omicidio sulla strada parco di lunedì sera ha riacceso la polemica, in realtà mai sopita, del comitato Strada parco bene comune, da sempre contrario al progetto della filovia. Proprio in questo periodo sulla strada parco sono in corso i lavori per consentire il passaggio del filobus: il cantiere avviato sul tracciato si snoda anche davanti al Bar del parco, dove si è consumato l’agguato dei giorni scorsi, sotto gli occhi dei clienti del locale e dei bambini che giocavano lì davanti.
Contestando le dichiarazioni del sindaco Carlo Masci, che continua a ritenere Pescara «una città sicura» anche dopo l’omicidio dell’altra sera, il comitato rappresentato da Ivano Angioelelli commenta che il progetto della filovia non fa altro che «portare degrado, a più non posso, nel posto più tranquillo per antonomasia di Pescara, la strada parco, assai invisa al primo cittadino», scrive su Facebook replicando alle considerazioni di Masci.
«Ciò che scuote maggiormente le coscienze, è il dover constatare come, oltre all’aumento di casi nazionali di follia omicida, la violenza sia tracimata stavolta fuori dalle zone degradate delle periferie, e ha toccato quella che abbiamo sempre considerato la ‘comfort zone’ di Pescara. Ed è una cosa tremenda, che spaventa davvero e sconforta molto il cuore», scrive Angiolelli su Facebook.
E sempre sul social network, sul profilo del Comitato, viene riportato anche il commento di Maurizio Biondi, vice presidente del Comitato Strada Parco bene comune. «Certo, riconvertire un luogo consolidato di ricreazione e socialità, divenuto un simbolo della città, nello squallido percorso ferroviario dismesso 35 anni fa, operando un assurdo e folle ritorno al passato, non ci aiuterà a vivere meglio», ha scritto dopo l’agguato di lunedì.
In tanti, l’altra sera, hanno raggiunto la strada parco per avere notizie sull’accaduto, increduli di fronte all’efferatezza del delitto che lascia «costernati» i rappresentanti del comitato.