«Questo è un tunnel della morte»

21 Settembre 2018

Alla manifestazione anche la sorella di Anna, la donna trovata morta un anno fa

PESCARA. «Questo è un tunnel della morte: mia sorella è stata trovata senza vita un anno fa, dopo essersi allontanata da casa il 30 agosto 2017. Soffriva di disturbi psichici, è stata portata qui dentro e non è stata soccorsa da nessuno. L’hanno derubata e lasciata morire. L’abbiamo trovata il giorno dopo in condizioni pessime, quando ormai non c’era più niente da fare». Ha le lacrime agli occhi e non riesce a darsi pace Isabella Martello, sorella di Anna, la donna di 33 anni di via Carlo Alberto Dalla Chiesa che un anno fa ha trovato la morte su un giaciglio di fortuna, in mezzo ai disperati che ogni notte si rifugiano accanto alla stazione ferroviaria, sotto a quel tunnel dove ieri sono entrate in azione le ruspe per realizzare il mercatino etnico. Ieri, assieme al marito Stefano Marinucci, Isabella ha partecipato alla protesta contro il progetto del Comune. La scomparsa prematura di sua sorella, della quale era anche tutrice legale, è una ferita ancora aperta, mentre sono in corso le indagini della polizia ferroviaria. «Quello che è successo ad Anna non deve capitare più a nessuna», dice con le parole che le si spezzano in gola, «confido e credo ancora nella giustizia e in coloro che stanno lavorando per fare in modo che questa storia non sia dimenticata. Desidero rivolgere un appello alle istituzioni: andate avanti, non vi fermate, la giustizia deve fare il suo corso, ma fermate questi lavori. Questo tunnel è un posto di degrado, delinquenza e prostituzione. Quando è morta mia sorella c’era di tutto: materassi, gente che cucinava tra la spazzatura, bambini che vivevano per strada. Un anno dopo rivivo lo stesso dolore». (y.g.)