le case del sesso

"Qui è vietato fare le prostitute", la nuova regola dei condomini a Pescara

Aumenta la presenza delle escort negli appartamenti: quasi 150 tra Pescara, Montesilvano e Francavilla E gli amministratori inseriscono clausole contro la presenza di squillo. Affari da un milione al mese

PESCARA. «È tassativamente vietata l’attività della prostituzione, anche in forma individuale». L’affare del sesso a pagamento negli appartamenti entra nei regolamenti condominiali. Una frase, inserita nel capitolo su «diritti e doveri dei condomini per le parti di loro esclusiva proprietà», che dimostra quanti soldi girino tra Pescara, Montesilvano e Francavilla intorno a escort e trans. Sì perché la prostituzione nelle case è la nuova frontiera del mercato del sesso: via dalle strade, al chiuso degli appartamenti. Sono più di 100, forse 150, le ragazze e le transessuali che lavorano in proprio. Una stima al ribasso dice che il giro d’affari è di quasi un milione di euro al mese e cioè 12 milioni all’anno. Un fiume di soldi invisibile che passa per gli alloggi sfitti della riviera e non arriva mai a incrociare la mannaia del fisco. Un’economia fantasma che alimenta un indotto reale, dagli affitti degli appartamenti alla pubblicità.

Qui è vietato. «Inserire la clausola nel regolamento condominiale significa prestare attenzione a un fenomeno che può riguardare tutti i palazzi. L’attività di prostituzione è diventata dilagante», spiega Cristian Soccio dello studio Soccio di San Giovanni Teatino. Una clausola che, in teoria, potrebbe portare a una sanzione da 200 a 800 euro a carico del proprietario ma che, in pratica, è quasi impossibile da applicare. La frase spuntata nei regolamenti condominiali fotografa, però, una situazione di fatto: se c’è tanta offerta, vuol dire che c’è anche tanta domanda.

leggi anche: Schiave e schiavi del sesso in terra d'Abruzzo: web-doc sulle strade della prostituzione / Video a cura di Marianna Gianforte e Fabio Iuliano Pescara, Montesilvano, Francavilla, Colonnella, Martinsicuro. Nomi di città simbolo della prostituzione in Abruzzo, regione dei record per quel che riguarda il fenomeno del sesso a pagamento: non solo sui marciapiedi, ma nelle case delle periferie fino ai massaggi con "lieto fine". Il mondo della prostituzione non conosce regole ed è un business sempre più redditizio LE CRONACHE Tutti gli articoli sulla prostituzione a Pescara - Chieti - L'Aquila - Teramo

Senza confini. Le operazioni delle forze dell’ordine raccontano che, adesso, la presenza delle prostitute nelle case non ha più confini: si trovano nei palazzoni della periferia e anche negli edifici rinomati del centro. Le capitali del sesso a pagamento restano sempre Montesilvano e Francavilla, le città che contano su centinaia di appartamenti che si ripopolano solo d’estate e che restano vuoti per il resto dell’anno. È in queste case, soprattutto mono o bilocali, che le prostitute, sudamericane, dell’Est Europa e anche italiane, esercitano l’attività senza che nessuno le costringa: prendono case in affitto tramite agenzie immobiliari, firmando un contratto, e poi lavorano cercando di restare nell’anonimato. Monitorando i siti di incontri per adulti, in questa settimana, si stimano più di una cinquantina di ragazze a Montesilvano, altrettante a Francavilla, almeno una ventina a Pescara. Ne sanno più di qualcosa gli amministratori di condominio, i primi terminali delle proteste degli altri residenti a causa del viavai incessante dei clienti.

Caso Gemelli. Bartolomeo Bottone è l’amministratore dei palazzi Gemelli, due stabili da 13 piani ognuno dietro alla pineta di Santa Filomena, a Montesilvano, con quasi 350 appartamenti. «Anch’io ho suggerito di inserire la clausola del divieto di prostituzione nel regolamento condominiale ma, dopo un parere legale, ho rinunciato. È una frase che, da sola, getta fumo negli occhi perché l’amministratore, poi, non ha armi per risolvere davvero il problema. Del resto, finché non c’è fastidio alla quiete pubblica e non si verificano reati non si può fare quasi niente. Comunque, in caso di segnalazioni da parte dei condomini, per prima cosa, si avverte il proprietario dell’alloggio e, se non c’è alcun intervento da parte sua, si va dalle forze dell’ordine». Ma la prostituzione non è reato e anche le forze dell’ordine hanno le mani legate: a Francavilla, per esempio, l’ultimo sequestro di case del sesso risale al 2009; a Montesilvano, nel 2014, è stato sequestrato un appartamento con due arresti e denunciate altre due proprietarie per l’affitto in nero alle squillo. Ma, quando casi come questi arrivano poi in tribunale, di solito, finiscono tutti nello stesso vicolo cieco e cioè senza colpevoli.

Telecamere al Gemelli. Bottone spiega, però, che nell’ultimo periodo la presenza di clienti e prostitute ai palazzi Gemelli è diminuita: «Nei due palazzi abbiamo messo cento telecamere, tre per piano per una spesa superiore a 30 mila euro, che sono un deterrente: un cliente che sa di essere ripreso, poi, non frequenta più quel posto. Inoltre», dice, «le riprese sono servite anche ai carabinieri per sequestrare un appartamento usato come casa di appuntamenti. Anche per questo la presenza delle prostitute si è diffusa allargandosi anche ai palazzi più rinomati in altre zone della città».

leggi anche: Crollo di incassi quando ci sono le partite L’intercettazione su un giro di ragazze cinesi: la mia “cameriera” ha fatto 450 euro, così va bene

«Clausola inutile». Amministra 7 palazzi, sempre nella zona dei Gemelli, Patrick Messina: «La clausola? I condomini hanno diritto di regolamentarsi come meglio credono ma, poi, l’amministratore non ha potere e diritto di intervento contro la prostituzione. Insomma, non c’è un’arma che ci consenta di vietare la prostituzione anche perché non è reato: sono illegali solo il favoreggiamento e lo sfruttamento. Per esempio», dice ancora, «nei condomini che amministro ci sono persone che si prostituiscono e che sono proprietarie dell’appartamento: messa così, sono intoccabili».

Denunce e sequestri. Trovarsi un appartamento occupato da ragazze che si prostituiscono. È successo, nel centro di Montesilvano, anche all’amministratore Cesare Nevoso della Gesco. «Dopo la segnalazione dei residenti riguardo continui movimenti sospetti», racconta, «l’assemblea ha deliberato a maggioranza di presentare un esposto alla procura. Poi, i carabinieri hanno indagato e fatto un blitz nell’appartamento: il proprietario è stato denunciato e il problema risolto. Niente più viavai, rumori, sporcizia, paura di problemi di ordine pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA