Quieti, ultimo saluto Destra e sinistra “alleate” nel ricordo

2 Marzo 2021

Masci al funerale dell’ex deputato: era un vero pescarese Il nipote Costantini: ha sempre pensato al futuro della città

PESCARA. «Il vero pescarese». È questa la definizione che meglio rappresenta Giuseppe Quieti, padre della Democrazia cristiana, amministratore e deputato per tre legislature. La sua città, quella a cui ha dato tanto nel corso della sua lunga attività politica e che ha contribuito concretamente a far crescere, gli ha tributato l'ultimo saluto, con il gonfalone del municipio. I funerali, in una cerimonia temperata dal rispetto delle norme anti Covid, si sono svolti ieri pomeriggio nella parrocchia del Cristo Re ai Gesuiti di Pescara.
«Ci vorrebbero ore per raccontare tutte le opere e gli interventi che sono stati realizzati a Pescara grazie a Giuseppe Quieti», ha detto il sindaco Carlo Masci, nel ricordo con cui ha voluto omaggiare, durante il rito funebre, il politico scomparso sabato mattina all'età di 84 anni. «Era una persona pacata, mite, ma dalle idee molto chiare. Aveva sempre lo sguardo rivolto verso il futuro di Pescara. Ricordo quando, subito dopo il mio insediamento, mi venne a trovare insieme all'associazione degli ex consiglieri. Anche in quella occasione guardò e pensò alla Pescara del domani. Tutta la città gli deve un profondo senso di gratitudine e noi lo ricorderemo per sempre per la persona che era e per quello che ha dato alla nostra comunità. Se si dovesse identificare il vero pescarese con una persona, non ho dubbi che si potrebbe farlo con Giuseppe Quieti».
In chiesa anche il consigliere comunale Carlo Costantini, nipote di Peppino Quieti. «I miei ricordi più profondi esulano dalla politica», commenta. «Anche nel contesto familiare zio Peppino è sempre stato una persona generosa, disponibile, attenta ai problemi di tutti. Un uomo che si è sempre dato da fare per aiutare gli altri. I consigli che mi dava non erano mai legati alla mia militanza politica o all'appartenenza partitica. Abbiamo sempre parlato in funzione di Pescara e ragionato del suo futuro. Per lui», conclude Costantini, «la politica era uno strumento per far crescere la città. Non è un caso che è stato tra i protagonisti del processo della nascita della Nuova Pescara. Ha sempre sostenuto quella idea e ha fatto degli interventi che, con la sua autorevolezza, hanno certamente contribuito a far nascere nella comunità la percezione che quella fosse la strada giusta da percorrere».
Non hanno fatto mancare la vicinanza alla moglie Stefania e alle figlie Simonetta e Raffaella, oltre ai tanti familiari, molti politici in carica e del passato, di destra e di sinistra, che hanno partecipato alle esequie, officiate dal parroco don Vincenzo Toscano. Tra loro, i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Guerino Testa, il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli e l'assessore, nonché ex sindaco, Luigi Albore Mascia, e poi Francesco Pagnanelli, Renzo Gallerati, Armando Mancini, Massimiliano Di Pillo, Guido Dezio e il segretario nazionale di Rifondazione Maurizio Acerbo. Presente anche una rappresentanza del Marina di Pescara, di cui fu direttore.
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