Quinto morto e 176 contagiati

17 Marzo 2020

La vittima è un 84enne di Città Sant’Angelo, tra i nuovi casi positivi una 12enne di Pescara

PESCARA. Ancora un morto con il coronavirus in Abruzzo: è il quinto. Si tratta di un anziano di Città Sant'Angelo, la cui positività è stata accertata solo dopo il decesso. E per la prima volta, tra le persone contagiate in regione, c'è anche una ragazzina, una 12enne di Pescara.
Il numero dei casi positivi sale di ben 39 unità in un solo giorno, per un totale di 176 contagiati. Oltre 1.500 i tamponi eseguiti e centinaia quelli ancora in corso. A Castiglione Messer Raimondo, una delle zone più colpite, si sperimenta la procedura dei tamponi a tutta la popolazione, che potrebbe essere estesa anche altrove. E le Asl lavorano senza sosta per individuare nelle quattro province ospedali da dedicare esclusivamente ai pazienti Covid-19.
QUINTO MORTO. Al bilancio delle vittime si aggiunge il caso di un 84enne di Città Sant'Angelo, ricoverato all'ospedale di Pescara per patologie pregresse. I tanti parenti dell'anziano sono stati sottoposti ad isolamento fiduciario. La morte dell'uomo fa seguito alle quattro dei giorni scorsi: un 73enne di Crecchio, una 91enne di Casoli, un 58enne di Ortona e un 68enne di Pianella. Eseguito, inoltre, il tampone anche sul cadavere di una 70enne di Moscufo, morta improvvisamente. Ma questo è un caso da verificare. La donna era in dialisi all'ospedale di Penne. Si attende l'esito dei test.
LA 12ENNE POSITIVA. Tra i casi accertati, c'è anche quello della persona più giovane fino ad ora contagiata dal Covid-19 in Abruzzo. È una dodicenne dell'area metropolitana pescarese, figlia di un medico dell'ospedale del capoluogo adriatico, risultato non positivo.
Le condizioni della ragazzina vengono giudicate buone. Gli esperti sono al lavoro per capire quale possa essere l'origine del contagio e per ricostruire i contatti della giovanissima.
I NUOVI PAZIENTI. Ci sono poi altre 38 persone risultate positive dai test eseguiti al laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale per l'emergenza. Tre riguardano la Asl dell'Aquila: due uomini e una donna, di 81, 62 e 33 anni. Il più giovane è indicato come il primo caso di contagio di un aquilano. Il 33enne era già in isolamento a casa dopo aver avuto contatti con persone di una regione del Nord. Gli altri due casi sono a Collarmele e Pescina. Altri otto casi riguardano invece la Asl Lanciano Vasto Chieti: cinque donne, di 65, 61, 86, 77 e 62 anni, e tre uomini, di 52, 83 e 45 anni. E diciotto casi si riferiscono alla Asl di Pescara: undici uomini, di 73, 63, 73, 55, 45, 54, 80, 62, 61, 66 e 84 anni, e nove donne di 37, 55, 60, 48, 56, 79, 32, 79 e 77 anni, a cui si aggiunge la dodicenne. A Montesilvano, ad esempio, i casi salgono a cinque e a Città Sant'Angelo a dieci. Sette casi riguardano, infine, la Asl di Teramo: tre donne, di 49, 65 e 62 anni, e quattro uomini, di 83, 72, 62 e 79 anni.
SONO GRAVI. Trentasette i pazienti gravi, ricoverati in terapia intensiva, sul totale di 176 (comprendente anche i decessi); alcuni sono giovani. Altri 71 sono in ospedale, ma in condizioni meno gravi. Gli ulteriori 57 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Infine dei casi positivi, 18 si riferiscono alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, 38 alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 101 alla Asl di Pescara e 19 alla Asl di Teramo.
I GUARITI. Cinque i pazienti clinicamente guariti, cioè coloro che da sintomatici sono diventati asintomatici, e due quelli dichiarati formalmente guariti perché risultati negativi ai test di controllo: si tratta dei due figli piccoli del 50enne della bassa Brianza che era in vacanza a Roseto, considerato il paziente 1 abruzzese.
VICINI AL LIMITE. Se il sistema sanitario regionale pare reggere l’urto si registrano comunque i segnali di difficoltà. L'ospedale di Pescara si avvicina ai cento ricoveri di pazienti affetti da Covid-19, cui si aggiungono i 23 che si trovano a Penne.
Disponibili ancora alcuni posti, ma si è vicini alla capienza massima, nonostante ne siano stati allestiti di nuovi negli ultimi giorni, sfruttando altri reparti e spostando pazienti non affetti da coronavirus.
TAMPONI A RAFFICA. Le autorità sono al lavoro per individuare nuovi maxi misure per contenere il contagio. Tra queste c'è l'ipotesi dei tamponi a tappeto sulla popolazione. Procedura in corso di sperimentazione a Castiglione Messer Raimondo, dove si registrano almeno nove casi su circa duemila abitanti.
«La Asl di Teramo», afferma il sindaco, Vincenzo D'Ercole, «mi ha appena comunicato che inizierà a effettuare i tamponi domiciliari a tutti i contatti diretti dei positivi. Dopo questa operazione si passerà a organizzare i tamponi sulla restante popolazione».
Non è escluso che, dopo Castiglione, la stessa procedura venga attuata anche in altri comuni.
LA ZONA ROSSA. La situazione, infatti, è critica in tutta l'area. Il sindaco di Castiglione e quelli di Elice, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti hanno chiesto al governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio, un'ordinanza «per mettere in quarantena la popolazione e vietare l'entrata e l'uscita dai territori», perché il timore è che «i soggetti positivi ma asintomatici siano molti di più».
Ma il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo, definisce la zona rossa come un «provvedimento che ha un peso enorme», una misura «da non prendere leggerezza». Bisogna attendere i dati sulla previsione delle curve di crescita del contagio e quelli sulla geolocalizzazione. «Sto aspettando di avere un'analisi migliore», dice Parruti, «per capire se alcune aree hanno una densità tale da giustificare una sofferenza maggiore rispetto ad altre». GLI OSPEDALI DEDICATI. Si lavora per individuare, nelle quattro province, degli ospedali dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da Covid-19. «Una volta che le Asl hanno individuato un ipotetico presidio sanitario», spiega l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, «bisogna verificare che vi siano gli standard previsti dal ministero». Per la Asl di Teramo è stato individuato l'ospedale di Atri, per quella dell'Aquila la struttura realizzata in occasione del G8, per Pescara il presidio di Penne, dove sono già presenti decine di pazienti affetti da coronavirus, e per Chieti si sta lavorando sulle strutture di Atessa e Ortona, che da ieri non accettano più ricoveri.
SOLO URGENZE. Le aziende sanitarie, adottati i protocolli ministeriali che prevedono lo stop a tutte le prestazioni ospedaliere non urgenti, sono al lavoro per contattare le persone che avevano prenotazioni.
L'obiettivo di tale misura è quello di evitare quanto più possibile gli accessi in ospedale nei casi in cui non sia indispensabile.
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