«Raccolta differenziata, a Pescara è un flop»

26 Ottobre 2023

Il candidato sindaco Pettinari: nel 2022 il servizio ha registrato un decremento, sconfitta per Masci

PESCARA. «Pescara è seconda solo all’Aquila per trend negativo della raccolta differenziata dei rifiuti. Il centrodestra manca completamente l’obiettivo e colleziona l’ennesimo fallimento da quando è al governo della Regione e del Comune». Ad affermarlo è il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che oggi ufficializza la sua candidatura a sindaco e commenta il 18esimo rapporto sulle raccolte differenziati rifiuti urbani che fa riferimento al 2022.
«Il rapporto», spiega nel dettaglio Pettinari, «predisposto dal servizio Gestione rifiuti e bonifiche - Osservatorio regionale rifiuti in collaborazione con l’Arta, è stato recepito dalla giunta con delibera numero 601 del 29 settembre scorso. Dal carteggio si evince chiaramente che quello di Pescara risulta, tra i Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, in fondo alla classifica, con percentuale di raccolta differenziata che non supera il 46,87%. Solo il Comune dell’Aquila, altro capoluogo amministrato dal centrodestra, fa peggio con il 41,38%».
«Ad aggravare la situazione della nostra città», sostiene il vice presidente del consiglio regionale, «c’è il bilancio in rosso con cui la società Ambiente spa, che si occupa della raccolta, ha chiuso il bilancio 2022: una perdita di oltre 780mila euro. I numeri parlano chiaro ci troviamo davanti a un servizio gestito male e che non funziona».
«Una débacle totale», afferma Pettinari, «se pensiamo che la provincia di Pescara, che vede il suo presidente in quota centrodestra, nel 2022 ha l’indice più basso tra tutte le altre per raccolta differenziata, attestando un misero 53,81%».
«Altro dato che mette in evidenza una gestione non ottimale dei rifiuti a livello regionale riportato nel rapporto», ha sottolineato Pettinari, «è che la raccolta differenziata a livello regionale negli ultimi anni si è ridotta, passando dal 64,90% del 2020, al 64,25% del 2021 e 64,21% del 2022, registrando un decremento nel 2021 e 2022, invece di aumentare, andando esattamente nella direzione opposta agli obiettivi europei di raggiungere entro il 2025 il 65% di raccolta differenziata».