Raduno con 300 esperti di informatica

18 Agosto 2016

Domani al parco Cocco parte il festival degli hacker: conferenze su sicurezza, censura e droni

PESCARA. «Noi non siamo gli spioni. Gli spioni sono le agenzie governative: noi usiamo la tecnologia per capire, diffondere le conoscenze e sperimentare». Si raccontano così gli hacker pescaresi che hanno trasformato le loro competenze informatiche in professione. Per tre giorni, da domani a domenica, il parco dell’ex caserma Cocco ospiterà il Moca, il raduno internazionale degli hacker e degli smanettoni. Sono oltre 300 i registrati alle conferenze con 150 posti tenda già prenotati. All’appuntamento organizzato dall’associazione culturale telematica Metro Olografix con il patrocinio del Comune, si parlerà di sicurezza informatica, di consapevolezza dell’uso dei dispositivi elettronici, di open data. Tra gli ospiti ci sarà anche Ginevra Sanvitale di Wikipedia Italia che parlerà della censura. Tra i temi trattati ci saranno anche i droni e la sicurezza con dimostrazioni pratiche per testare la vulnerabilità di serrature e allarmi.

«La conoscenza è potere e il potere può essere buono o cattivo. Per noi, il potere deve essere condiviso», dicono Lucia Zappacosta, Francesco Perna, Denis Roio e Nicola Battista, «se il potere resta nelle mani di pochi, ci sono pericoli per tanti. La figura dell’hacker è mutata rispetto al passato: adesso, l’hacker è un investigatore, un giornalista, uno che scopre i processi che stanno dietro alla facciata. Non è un criminale».

Durante il raduno sarà presentato anche un sistema operativo chiamato Devuan.

«La filosofia degli hacker è guardare le cose da dentro, smontarle e aggiustarle per tentare di farle funzionare sempre meglio», dice Zappacosta, presidente della Metro Olografix, «è una filosofia che si può applicare a ogni ambito della vita, magari anche in cucina quando si sostituisce l’ingrediente di una ricetta con un altro».

Ci sarà uno spazio dedicato anche ai bambini e ai ragazzini tra 8 e 13 anni: il Mokids è un corso di due giornate con l’obiettivo di familiarizzare con le tecnologie, i concetti base di logica e spazio, i rudimenti di programmazione e progettazione di circuiti elettronici. I 30 posti per il Mokids sono finiti in due giorni, segno che c’è voglia di conoscenza.

Nel programma della tre giorni ci sono anche proiezioni di film, musica elettronica live e dj-set ispirati alla scena hacker. (p.l.)

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