Raffaello e Gianluca, oggi l’addio a Spoltore e Pescara

29 Maggio 2023

Alle 10.30 a Villa Raspa il picchetto delle guide alpine per il 47enne di Caramanico Il responsabile abruzzese: uno dei migliori. E alle 16 i funerali del 51enne pescarese 

PESCARA. A Pescara, a Caramanico e a Spoltore oggi è il giorno del dolore per i due alpinisti morti sabato dopo essere precipitati dalla parete nord del Corno Piccolo, versante teramano.
Stavano scendendo in cordata quando uno di loro è caduto giù, trascinando l’altro in un volo di centinaia di metri.
Alle 10.30, nella chiesa di San Camillo de Lellis a Villa Raspa si terranno i funerali della guida alpina Raffaello Toro, 47 anni, originario di Caramanico e residente nella frazione di Villa Santa Maria a Spoltore, mentre alle 16, nella chiesa di Sant’Antonio a Pescara, ci sarà l'ultimo saluto a Gianluca Camplone, il rappresentante di protesi sanitarie di 51 anni con la grande passione per la montagna. Toro, oltre che guida alpina, era uno stimato agente di commercio. Oggi ai funerali, stretti accanto alla moglie Francesca, che con lui condivideva l’amore per la montagna, e alla figlia Margherita di 12 anni, ci saranno tutti i colleghi di lavoro e del collegio guide alpine d'Abruzzo, di cui era membro. Le guide alpine saranno presenti in chiesa con la divisa.
«Un dolore fortissimo per tutti noi», sottolinea il presidente regionale, Davide Di Giosaffatte, «Raffaello era uno dei nostri, uno dei migliori. Ma era soprattutto un grande amico. Insieme abbiamo seguito il corso per diventare guide alpine. Aveva tutte le qualità del mondo. Era una grande guida e una persona straordinaria, molto legata alla famiglia. Amava la montagna, ma i suoi impegni erano limitati a quelli che erano gli impegni a casa con la moglie e la bambina, per cui stravedeva. Era un vero professionista». E ai funerali ci saranno tanti suoi allievi.
«Mi ha regalato la prima scalata della mia vita», dice Jacopo Celli, «mi ha insegnato a camminare tra le nuvole, mi ha regalato le emozioni più intense che abbia mai provato».
«A me», dice Flavio Paolucci, «Raffaello ha fatto scoprire la Maiella e per questo gli sarò infinitamente grato».
Decine e decine i messaggi arrivati ieri ai familiari di Camplone, che da 4 anni faceva parte del direttivo dello Sci Club Aterno Pescara, di cui era un punto di riferimento per lo sci alpinismo. E oggi, nella chiesa di Sant’Antonio, vicino ai familiari e agli amici, saranno presenti tutti i soci. «Una brava persona, un signore», sottolinea l’amica Magda, «aveva la passione per la montagna nelle vene».
«La montagna era la sua seconda casa», commenta Serena, un'altra amica. «Abbiamo condiviso anni bellissimi in gioventù. Due settimane fa gli avevo detto che era un pazzo scatenato in bici». Oltre che per lo sci e per l'arrampicata, Camplone era appassionato di sport, tra i primi a praticare il windsurf. (a.d.f.)
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