Ragazza violentata: 12 anni di carcere

26 Giugno 2019

Condannato il tunisino che aggredì una giovane pescarese e picchiò il suo amico. Al complice erano stati inflitti 6 anni

PESCARA. Un gravissimo episodio di violenza sessuale, che si verificò il 28 febbraio 2017 ai danni di una coppia, si chiude definitivamente con la condanna a 12 anni e 9 mesi di reclusione per uno dei due imputati: Bilel Ouerghemmi, 35 anni, nato a Tunisi, che aveva scelto la strada del rito ordinario. Il suo complice, Driss El Amri, originario del Marocco, aveva già definito la sua posizione davanti al gup con il rito abbreviato e una condanna a 6 anni di reclusione (con la riduzione di un terzo della pena). I giudici del collegio (presidente Rossana Villani), dopo aver derubricato la rapina in furto, hanno ritenuto Bilel colpevole e lo hanno condannato per violenza sessuale e lesioni personali.
Vittime, due ragazzi che quella sera del 28 febbraio si erano appartati in un capannone in disuso sulla via Tiburtina: un luogo frequentato da tossicodipendenti e sbandati che lo utilizzavano appunto per consumare droga (da qui il nome di "Casa della droga").
I due ragazzi pescaresi, entrambi all'epoca 25enni, incontrano lì, casualmente, i due marocchini che si avvicinano per chiedere della droga. Qualche attimo di incertezza, poi scatta l'aggressione. Uno dei due comincia a colpire il ragazzo al volto, bloccandolo a terra, mentre Bilel afferra la ragazza, la immobilizza contro un pilastro e la costringe a subire un rapporto sessuale, minacciandola di continuare a picchiarla. Il ragazzo assiste impotente alla violenza sessuale, impossibilitato a muoversi visto che l'altro extracomunitario lo blocca con un ginocchio sul petto. Poi, all'improvviso, riesce a divincolarsi e a prendere l'amica per un braccio e i due si danno alla fuga. Gli aggressori, con estrema tranquillità, come non fosse accaduto nulla, rincorrono i due ragazzi e, ridendo, restituiscono il giubbotto alla ragazza. Intanto, i due si erano già impossessati del telefono cellulare e del portafoglio della coppia che, nella colluttazione, erano caduti a terra. Il successivo racconto che le due vittime fanno alla polizia permette agli investigatori, con l'ausilio delle telecamere della zona e grazie alla descrizione dei due aggressori fatta dai ragazzi, di arrivare all’identificazione dei due marocchini. Elamri viene anche riconosciuto nelle foto segnaletiche della polizia relative ai pregiudicati originari del Marocco. Gli imputati vengono arrestati in momenti diversi, dopo che era scattata la misura cautelare chiesta e ottenuta dal pm Rosangela Di Stefano. Entrambe le vittime furono invece costrette a ricorrere alle cure dei sanitari dell'ospedale. Ieri, i giudici del tribunale hanno anche condannato Bilel al risarcimento del danno che verrà quantificato in sede civile, con una provvisionale immediata di 5mila euro in favore delle parti offese.
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