Ragazzo aggredito, nessuno ha visto

Le botte a Capodanno nel parcheggio del Porto Allegro restano un mistero, ma migliora il ragazzo ferito
MONTESILVANO. Nessuno ha visto, nessuno si è accorto di quanto stava accadendo. Resta avvolta nel mistero l’identità del giovane che la notte di Capodanno ha aggredito un 21enne di Pescara, Luca Candeloro, nel parcheggio di Porto Allegro, a Montesilvano, ferendolo gravemente. Il pretesto per prendere a cazzotti la vittima è stato un microtamponamento: due auto si sono toccate leggermente durante una retromarcia e questo è bastato per far andare su tutte le furie uno dei giovani che si viaggiava sul mezzo tamponato. Nonostante l’urto non abbia provocato danni lui ha raggiunto da dietro uno dei giovani che si trovavano sulla macchina che ha provocato il tamponamento, gli ha sferrato un cazzotto e lo ha fatto cadere a terra, sul marciapiede. L’aggressore, ovviamente intimorito dalla sua bravata, non ha saputo far altro che fuggire con i suoi amici, pavidi almeno quanto lui, e ha fatto perdere le tracce. Il ferito, invece, che si trovava con quattro amici, è finito in ospedale ed è stato sottoposto ad un lungo intervento. I medici si sono riservati la prognosi ma poi le sue condizioni sono via via migliorate e per oggi sono state annunciate le dimissioni. Luca Candeloro non ricorda nulla del pestaggio e fino ad ora non c’è traccia del responsabile di questa ignobile bravata, neppure dopo l’appello che la sorella del malcapitato, Camilla, ha lanciato su Facebook nella speranza di individuare qualcuno in possesso di «informazioni riguardo all’aggressore», chiunque «abbia visto o sentito qualcosa». Il messaggio di Camilla è diventato virale, replicandosi rapidamente su Facebook, e la giovane ha ricevuto «tantissimi messaggi» e registrato una «grande mobilitazione» ma non è spuntato fuori alcun testimone e, a parte alcune segnalazioni, non sono arrivate indicazioni rilevanti.
La notizia più bella e attesa per la famiglia Candeloro è arrivata dal reparto di Neurochirurgia: «Luca è fuori pericolo», dice Camilla, «e oggi sarà dimesso. Lo aspetta, purtroppo, una lunga, dolorosa e faticosa convalescenza a casa». Il giovane, così come la sua famiglia, «non cerca vendetta ma si augura solo che il suo sfortunato caso possa servire d’esempio e che quanto accaduto a lui si riveli utile a sensibilizzare i giovani in merito alla violenza», da evitare assolutamente.
Flavia Buccilli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

