Raid con i sassi contro le vetrine, preso

Prese di mira una farmacia e un’agenzia immobiliare. Il responsabile è un moldavo con problemi psichici già noto alla polizia
PESCARA. Armato di un sacchetto pieno di pietre si è scagliato contro le vetrine dei negozi, passando rapidamente da un bersaglio all’altro. Fino all’intervento della polizia, che ha rintracciato il responsabile e lo ha bloccato, interrompendo il suo pericolosissimo raid, e lo ha trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato. Un episodio che arriva a pochi giorni di distanza dalla sceneggiata di cui si è reso protagonista lo stesso giovane, un moldavo che la settimana scorsa si è denudato davanti alla pattuglia della polizia, in via Venezia, dopo aver danneggiato un’auto, e poi si è “liberato” dei suoi bisogni in strada, imbrattando le divise degli agenti. Anche allora è stato ricoverato in Psichiatria e sia in quella occasione che ieri è stato denunciato.
Mercoledì, dopo le 21, ha dato in escandescenze in via Muzii, dove ha infranto delle vetrine. Senza un motivo. Ha usato «un sacchetto della spesa pieno di pietre», racconta una delle vittime, Emiliano Di Silvestro, della Dld Immobiliare. «Ha raggiunto il mio locale e ha colpito la vetrina: a terra, infatti, ho trovato un pezzo di marmo bianco. Poi ha attraversato la strada, ha poggiato la busta a terra, e ha cominciato a scagliare i sassi a ripetizione contro le vetrine della farmacia Caldarelli, come mostrano le immagini riprese le telecamere della stessa farmacia. Qualcuno deve averlo visto e chiamato il 113 perché nel giro di poco è stato acciuffato dalla polizia che mi ha avvisato di quanto accaduto». Proprio alla polizia è stato segnalato che il giovane avrebbe fatto visita anche ad un supermercato della zona.
L’altra sera Di Silvestro ha raggiunto subito la sua attività e ha scoperto che «la vetrina è stata scheggiata, per cui la dovrò sostituire, a mie spese, visto che i danni non sono coperti da assicurazione».
Il giovane non aveva intenzione di entrare per rubare, questo sembra certo. Ma cambia poco, per Di Silvestro. «Pescara si dimostra una città poco sicura. Se fosse passato qualcuno in quel momento sarebbe stato molto pericoloso».

