Rampigna, via libera al parco archeologico

29 Luglio 2022

Il ministero della Cultura stanzia 4,2 milioni di euro per realizzare il progetto presentato dal Comune

PESCARA. Si farà il parco archeologico nell’ex campo di calcio Rampigna. Ieri, il ministero della Cultura ha fatto sapere che il progetto presentato dal Comune verrà finanziato con 4,2 milioni di euro per l’annualità 2023.
«Il progetto, finanziato dal ministero della Cultura con 4,2 milioni di euro», si legge in un comunicato del dicastero, «punta alla realizzazione del parco archeologico di Rampigna e del museo archeologico. Il parco verrà realizzato attraverso lo scavo, il restauro e il consolidamento dei reperti archeologici».
«Verrà riqualificata l’intera zona», si legge ancora, «anche grazie alla realizzazione di un collegamento tra l’area del bastione di San Vitale della fortezza borbonica e l’area di Rampigna». «Il museo», aggiunge il dicastero, «sarà destinato ad ospitare non solo i depositi archeologici provenienti dal sito del Rampigna e da altri siti abruzzesi, ma anche beni culturali del territorio danneggiati da eventi sismici».
Quello di Pescara fa parte di un elenco di progetti presentati da altri Comuni italiani e finanziati dal ministero. «Il Piano strategico grandi progetti culturali», spiega il ministro della Cultura Dario Franceschini, «si arricchisce di 28 nuovi progetti e acquisizioni in tutta Italia, con risorse aggiuntive per ulteriori 106 milioni di euro che verranno destinati al recupero e alla valorizzazione di monumenti e siti archeologici, oltre che all'avvio della digitalizzazione degli archivi audiovisivi della Rai. Prosegue così quell'impegno forte e deciso del ministero della Cultura nei confronti del patrimonio culturale nazionale che costituisce ormai un dato consolidato dell'azione di governo e una leva fondamentale della politica economica italiana».
La notizia del finanziamento era attesa da tempo dal Comune di Pescara. Più precisamente da quando riemersero i resti dell’antica città romana di Ostia Aterni. L’amministrazione, in collaborazione con la Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo, ha elaborato un progetto del parco archeologico. Pescara attendeva questi fondi dal governo anche per poter riprendere gli scavi in quell’area, dove fino a qualche anno fa era previsto un nuovo campo sportivo. Il giacimento archeologico sembra essere quello riconducibile alle origini romane ed epoche successive.