Rancitelli, lo spaccio è sotto casa E i cittadini filmano il degrado

Ragazzi che si bucano e sporcizia lungo le strade: un comitato di residenti riprende le scene nei palazzi Clerico e in via Sacco. Il dossier sarà inviato al Comune: «Ora intervengano i politici»
PESCARA. Lo spettacolo del “buco” e dello spaccio di droga di scena sotto le finestre di casa. È quello a cui assistono, ogni giorno, i residenti del quartiere Rancitelli-Villa del Fuoco. Giovani stesi su materassi improvvisati dentro agli scheletri dei palazzi Clerico intenti a prepararsi la dose, stringersi col laccio di gomma e infilare la siringa, anche sulle gambe. Lo stesso accade dentro a un rudere in via Sacco, dietro le siepi, gli anfratti, in ogni angolo per niente nascosti alla vista dei residenti della zona. Le ragazze, sono 6, una è incinta, si uniscono a loro dopo essersi prostituite sulla Tiburtina e raggranellato spiccioli per le dosi. I residenti osservano lo spettacolo del buco in presa diretta e registrano, filmano, fotografano e consegnano nelle mani di Francesca Di Credico, presidente del comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”, che ha inviato un dossier da brividi alle forze dell’ordine e alle istituzioni, sindaco, prefetto, questore, carabinieri, polizia municipale, Ater, Regione e Attiva. Pagine e pagine che raccontano un quartiere dove la «situazione è assolutamente fuori controllo» scrive Di Credico, 26 anni, aspirante avvocato. Un territorio che la giovane, a cui i cittadini “perbene” hanno affidato il compito di essere la loro portavoce, conosce a menadito perché ci è «nata e cresciuta» prima di andare a studiare legge alla Cattolica di Milano.
Una documentazione fittissima sulla condizione degli alloggi popolari, il verde e il decoro urbano, i terreni e gli edifici abbandonati, a cui è allegata una corposa e raccapricciante rassegna fotografica delle criticità di uno dei quartieri più caldi, tra sparatorie e crimini legati alla droga, maggiormente tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine. Luoghi del degrado, come i palazzi Clerico e terreni adiacenti, anche privati, che presentano «gravi problemi igienico-sanitario, tra insetti, roditori, rettili, rifiuti, e quindi rischi per la salute pubblica». Oltre al proliferare di «senzatetto, tossici e prostitute». Un quartiere dove la sporcizia è imperante, dove lo «sport preferito dei cittadini, che arrivano da altre zone, è quello del lancio al volo dell’immondizia nei cassonetti, senza neppure scendere dalla macchina». Dove le strade sono «invase da materiali ingombranti» e le panchine e i cestini dei parchi «vengono rubati per essere installati in altri luoghi o rivenduti». Un quartiere dove la gente che ci vive, «ha due possibilità: abbassare gli occhi e subire passivamente queste dinamiche oppure alzare la testa e impegnarsi per cercare di vivere in un posto più bello», afferma Di Credico, che sta provando a cambiare il volto di quella zona con l’aiuto dei cittadini, che periodicamente si riuniscono nella chiesa Santi Angeli custodi, per fare il punto della situazione e mettere tutto nero su bianco. Il dossier, infatti, è il frutto dell’ultimo di questi incontri, qualche giorno fa.
Rancitelli chiede più attenzioni perché il quartiere «è diventato la discarica di tutti i problemi sociali della città». Al sindaco Carlo Masci i cittadini chiedono di «emettere ordinanza di rimozione di rifiuti e di ripristino dei luoghi, terreni e immobili» degradati. Agli assessorati che si occupano del Sociale si chiede di «individuare soluzioni per i senzatetto, tossici, un via vai di queste persone, spesso di giovanissima età, con i volti tumefatti, le gambe, le braccia bruciate dalle sostanze stupefacenti».

