Rapina al supermercato, quattro arresti

23 Luglio 2014

Manoppello, presa la banda che ha assaltato l’Eurospin il 28 dicembre scorso. I carabinieri cercano un altro complice

MANOPPELLO. Il 28 dicembre, hanno assaltato l’Eurospin, di Manoppello Scalo, presentandosi con il volto coperto e armati di fucile a canne mozze e pistola. Senza alcuno scrupolo hanno usato una violenza tale da seminare il terrore nel negozio, dove c’erano anche alcune donne con bimbi in fasce e dopo aver svuotato casse e cassaforte sono andati via con il bottino, pari a 2.000 euro. È questa l’accusa rivolta ai quattro uomini che ieri mattina sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Popoli, diretti dal tenente Tonino Marinucci.

Sono Massimo Soprano, 28 anni, di Napoli; Domenico Fontanarosa, 26 anni, di Ortona; Leo Ciccotelli, 27 anni, di Pescara; e Guirino Lombardi, 44 anni, di Benevento, tutti residenti a Francavilla e volti noti alle forze dell’ordine per altri episodi di cui si sarebbero resi responsabili.

Il gruppetto si trova già in carcere, tra Chieti e Lanciano, a seguito dell’arresto da parte dei carabinieri di Chieti per altre due rapine, una delle quali è stata messa a segno al Todis, di Sambuceto, pochi minuti dopo il colpo all’Eurospin, di Manoppello e l’altra nella farmacia Perrucci, di Pescara. Ad emettere la misura cautelare nei loro confronti è stato il gip Maria Michela Di Fine, su richiesta del sostituto procuratore Mirvana di Serio, che ha accolto le ipotesi investigative formulate dai carabinieri.

Per gli uomini dell’Arma, la banda usava sempre la stessa tecnica, e non è un caso che tutti i colpi siano stati messi a segno durante il periodo di Capodanno, quando la clientela aumenta e anche gli incassi. Per quanto riguarda l’Eurospin, dopo aver effettuato dei sopralluoghi, sono entrati in azione a fine giornata con le armi in pugno, generando il panico tra i presenti. Un cliente si è visto portare via il portafogli ed è stato costretto a sdraiarsi a terra, dopodiché la banda si è divisa per prelevare il denaro. Il vice direttore, che ha dovuto aprire la cassaforte, è stato perfino picchiato e una dipendente ha rischiato grosso, perché ha tentato di desistere di fronte alla richiesta di aprire le casse. Una volta presi i soldi, i quattro sono usciti e fuggiti a bordo di una Ford Galaxy grigia, condotta da un quinto uomo non ancora identificato, che è stata notata da un testimone. È stato quest’ultimo a fornire ai carabinieri alcuni dati della targa. I carabinieri sono risaliti all’auto utilizzata per la rapina, imboccando quindi la pista giusta per arrivare alla banda.

Collaborando con i carabinieri di Chieti che indagavano sulla rapina al Todis, di Sambuceto, gli investigatori di Popoli hanno continuato a raccogliere elementi a carico dei quattro, incastrati dai dati sulle celle telefoniche, dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere, oltre che dall’auto (intestata a un’altra persona). Sono accusati di rapina aggravata, violazione delle normativa sulle armi e ricettazione del fucile, essendo stato modificato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA