Rapina all’invalido con mazza da baseball

7 Giugno 2016

Arrestati tre ragazzi, uno è minorenne. Avevano circuito la vittima in un bar per costringerla a consegnargli la pensione

PESCARA. Sembravano simpatici e di compagnia, dei giovani di cui ci si poteva fidare. E invece no, si sono rivelati pericolosi e anche violenti, interessati soltanto ai soldi. Tre giovani rapinatori pescaresi sono stati bloccati in azione e arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo dopo la denuncia sporta nei loro confronti da un invalido civile - tutt'altro che anziano - che vive solo, arrangiandosi con una pensione di 280 euro al mese.

Gli hanno portato via proprio i soldi della pensione e, in base alle accuse mosse nei loro confronti, non hanno risparmiato la violenza, usando una mazza da baseball per colpire la vittima. L’uomo ha conosciuto i tre al bar: Antonio Tiberi, 19 anni, Umberto Spinelli, 23 anni, entrambi di Pescara, e un diciassettenne di origine rom si sono avvicinati a lui come amici, per carpire la sua fiducia.

Hanno trascorso alcune ore insieme, nel locale pubblico, per bere un caffè o giocare a carte e quando il rapporto si è fatto più stretto l’uomo ha aperto la porta di casa al terzetto. E' stato lì che è avvenuta la prima rapina, a marzo di quest'anno. Volevano i suoi soldi e, senza andare troppo per il sottile, si sono fatti consegnare il denaro prelevato alle Poste.

Non è accaduto solo a marzo ma anche nei mesi successivi, e l’invalido è stato costretto a rinunciare alla pensione, in tutto o in parte, come ha raccontato lui stesso ai carabinieri. In realtà non aveva alcuna intenzione di sporgere denuncia, temeva per la sua incolumità, ma il fratello, che è il suo tutore, ha capito che c’erano dei problemi quando si è accorto che i soldi scarseggiavano e ha notato i lividi.

A poco è servito il pretesto usato dall'invalido civile, che inizialmente ha parlato di una caduta ma poi ha vuotato il sacco, per cui il fratello si è rivolto all'Arma e, un po' per volta i carabinieri hanno convinto l'uomo rapinato ad aprirsi, a raccontare tutto.

A quel punto, gli uomini del nucleo investigativo, con il maggiore Massimiliano Di Pietro e il colonnello Giovanni Di Niso, hanno organizzato un piano per incastrare il gruppetto. La banda è tornata in azione il primo giugno, annunciando all'invalido che il 3 si sarebbero presentati per riscuotere il denaro. Quando sono arrivati sul posto c’erano anche i carabinieri, che hanno atteso il momento della consegna dei 140 euro e poi sono entrati in azione, fermando questi giovani senza scrupoli.

In un caso, sostengono proprio i militari, i rapinatori hanno usato una mazza da baseball per percuotere la vittima e non si esclude che, oltre a quest’uomo, siano state prese di mira altre persone. Gli uomini dell’Arma sono pronti, quindi, a raccogliere eventuali denunce, se c’è qualcuno che ha avuto la sventura di incontrare i tre. Del caso si sono occupati Andrea Papalia e Antonio Altobelli, rispettivamente per la procura di Pescara e per quella per i minorenni dell'Aquila. I due maggiorenni sono finiti in carcere, il minorenne in un centro per chi non ha raggiunto ancora la maggiore età.

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