Rapinatore bloccato da De Benedictis

Giovane del Gambia inseguito e preso dopo il tentato colpo alla gelateria “Il Chicco d’oro” dal campione olimpico
MONTESILVANO. Pensava di farla franca, un metro e novanta di altezza e gambe lunghe e veloci a cui affidare la sua libertà. Ma il rapinatore in fuga dalla nota gelateria “Il Chicco d’oro” non poteva immaginare, lunedì intorno alle 20, che tra i carabinieri piombati in via Marinelli dopo la chiamata di alcuni clienti, ci fosse un campione olimpico di marcia, il pescarese Giovanni De Benedictis, cinque Olimpiadi e una medaglia di bronzo a quelle di Barcellona del 1992. Non poteva immaginarlo, ma se n’è reso conto quando il brigadiere De Benedictis oggi 49enne, si è lanciato al suo inseguimento pressandolo per oltre 800 metri lungo via Trieste. Fino a quando il fuggitivo, esausto, è crollato a terra ed è stato bloccato.
Una doppia sfortuna per il giovane del Gambia, Guly Said, 23 anni, senza fissa dimora, che ha visto fallire sia la rapina tentata poco prima ai danni della gelateria, sia la fuga. E nonostante tutto, ha provato fino alla fine a evitare l’arresto che poi è arrivato per resistenza e per la tentata rapina. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Montesilvano diretta dal capitano Vincenzo Falce, intorno alle 20 l’uomo si è presentato all’interno della gelateria pretendendo i soldi dell’incasso della giornata dal barista. Di fronte alla resistenza di quest’ultimo, il giovane ha iniziato a colpirlo con calci e pugni. Senza sapere, però, che dalle ampie vetrate del locale la scena veniva notata da alcuni testimoni che hanno subito allertato il 112.
In una manciata di secondi una pattuglia del Radiomobile era già sul posto e a quel punto il giovane è schizzato via dalla gelateria contando proprio sulla sua prestanza fisica. Ma gli è andata malissimo, perché dietro a lui è schizzato anche l’ex campione di marcia che gli è stato dietro senza scomporsi fino a quando il fuggitivo ha gettato la spugna, ed è crollato a terra. A quel punto il sottufficiale lo ha bloccato fino all’arrivo di una seconda pattuglia che lo ha caricato in auto e portato in caserma.
Lì, dopo tutti gli accertamenti, è stato identificato. Una volta ricostruito tutto il fatto, per Guly Said è scattato l’arresto per tentata rapina e per resistenza.
Dopo la notte trascorsa in camera di sicurezza, ieri mattina è stato poi processato per direttissima.
Il giudice monocratico Laura D’Arcangelo ha convalidato l’arresto e ha applicato nei confronti di Said la misura cautelare della presentazione alla polizia giudiziaria.
Per il campione olimpico un altro successo da aggiungere al suo già nutrito palmarès.
(s.d.l.)
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