Rapinatori a 16 anni, bloccati tre bulli

25 Giugno 2018

Hanno minacciato un giovane con un coltello e gli hanno rubato il portafogli. Uno è stato arrestato, due denunciati

PESCARA. Sono solo ragazzini, ma molto temuti. Pur avendo appena 16 anni, girano armati di coltello, hanno atteggiamenti violenti e aggressivi e i loro coetanei li guardano con timore. Ci ha pensato la polizia, due sere fa, a bloccare tre bulli, sul lungomare nord di Pescara, dove avevano appena messo a segno una rapina. Uno dei tre è stato fermato con un coltello mentre cercava di allontanarsi per non essere acciuffato ed è stato arrestato. Gli altri, invece, due sono stati denunciati a piede libero.
I fatti vengono ricostruiti dalla polizia che si è occupata dell’operazione sul lungomare. Sono circa le 23 di sabato sera quando da uno stabilimento della riviera nord arriva la segnalazione della rapina alla sala operativa della questura. Le pattuglie della squadra volante raggiungono velocemente il punto da cui è partito l’allarme e si mettono alla ricerca dei giovani che hanno messo a segno il colpo. La vittima è un maggiorenne che è stato allontanato dalla stabilimento, cioè condotto sulla spiaggia, ed è stato minacciato. È stato costretto a consegnare il portafogli ed è rimasto ferito, anche se in maniera lieve.
L’arrivo della polizia costringe alla fuga il terzetto: i bulli sanno bene di essersi messi nei guai e cercano di far perdere le tracce. Uno dei tre viene fermato subito: ha con sé il coltello usato per affrontare il giovane rapinato. È costretto ad arrendersi. Gli altri due vengono acciuffati subito dopo e un po’ per volta viene ricostruito tutto. Per il primo bullo scatta l’arresto mentre gli altri due vengono segnalati all’autorità giudiziaria e restano liberi.
«È una banda molto temuta tra i ragazzini», dicono i genitori di alcuni giovani che frequentano lo stabilimento dove è avvenuto il colpo. «I nostri figli hanno paura di questi bulli che si muovono armati e chiedono soldi. Qualcuno, sentendosi minacciato, ha subito abusi e prepotenze pur di evitare aggressioni». E sabato pomeriggio, dicono sempre i genitori, «si è verificato un altro episodio spiacevole. Un giovane è stato aggredito in spiaggia solo perché non ha consegnato una sigaretta a uno di questi bulli. È stato colpito con un pugno, pur non avendo fatto nulla. Poche ore dopo si è verificata la rapina, seguita da arresti e denunce», proseguono i genitori registrando la preoccupazione dei figli per tanta violenza gratuita che rimanda alle aggressioni in stile knock out game avvenute negli anni scorsi, sulla riviera ma non solo. Il ripetersi di avvenimenti sgradevoli e pericolosi fa sorgere nelle mamme la speranza che «anche i gestori degli stabilimenti balneari facciano di tutto per evitare altri fatti dello stesso tipo, di cui la polizia è stata informata» per dare il via alle indagini.
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