Rapinatori in costume arrestati sulla spiaggia

1 Luglio 2017

Dopo il colpo alla banca del Fucino di piazza Salotto i due sono scappati al mare con settemila euro in una busta. Presi tra il Plinius e il Jambo

PESCARA. «Mi ero appena sistemato sul lettino a riva, quando ho visto correre lungo la battigia, verso di me, un carabiniere in divisa armato di mitraglietta. Per un attimo non c’ho capito niente, ma non sono stato il solo. Attorno, c’era chi scappava in acqua, chi si riprendeva i bambini, chi è rimasto paralizzato. Dopo un attimo abbiamo visto il resto». “Il resto”, come racconta G.R., uno dei numerosi bagnanti che ieri mattina ha assistito alla scena da film, è la doppia cattura, sul tratto di mare tra gli stabilimenti Plinius e Jambo, dei rapinatori che poco prima, intorno alle 11, erano entrati nella filale della Banca del Fucino di piazza Salotto armati di taglierino. E con l’arma puntata alla gola del cassiere si erano fatti consegnare circa 7mila euro, allontanandosi poi indisturbati.
Ma non avevano fatto i conti con il coraggio e la presenza di spirito di una cliente. Una signora sulla sessantina che al momento della rapina si trovava all’interno della banca. A metà mattinata, al piano terra della filiale inaugurata solo lo scorso novembre, oltre ai due dipendenti, c’era solo lei come cliente. Un altro cliente era al piano di sopra della banca, con altri tre dipendenti che non si sono però accorti di niente.
Ebbene i rapinatori, entrati a volto scoperto e armati di taglierino, non hanno dato il minimo peso alla signora, probabilmente convinti che la paura bastasse per paralizzarla. E invece, mentre i banditi puntavano il taglierino alla gola del cassiere, la donnaè sgattaiolata fuori dalla banca. Si è infilata nel negozio vicino e ha chiamato i carabinieri.
Una tempestività che si è rivelata fruttuosissima per i carabinieri della compagnia diretta dal maggiore Claudio Scarponi, perché in un attimo erano con le pattuglie in piazza Salotto e poi da lì sulla spiaggia, indirizzati ancora una volta dalla signora e dalle dipendenti del negozio dove si era rifugiata e che hanno visto i due rapinatori allontanarsi a piedi. «Quando la signora è entrata e ci ha detto che in banca c’era una rapina», riferisce una di loro, «ci siamo subito chiuse dentro e chiamato i carabinieri. Che sono arrivati in un baleno».
Il resto, a quel punto, l’hanno fatto i bagnanti. I due banditi, che potrebbero essere anche quattro stando alle testimonianze di chi ha notato il gruppetto in fuga, da piazza Salotto si è lanciato in spiaggia. Probabilmente era proprio questo il piano, scappare non in macchina o in moto nel traffico congestionato del centro cittadino anche per via della manifestazione dei dipendenti Soget, ma al mare. A piedi. Confondendosi tra i bagnanti.
E infatti, non a caso, avevano i costumi da bagno quando, dopo urla e inseguimenti, sono stati arrestati.
Ma a tradirli è stato anche il goffo spogliarello che hanno avviato sulla spiaggia per disfarsi dei vestiti con cui avevano commesso la rapina. Un gruppetto di quattro persone, raccontano i bagnanti che li hanno notati, che con una vecchia busta di quelle che si usavano per la biancheria, quelle con i manici neri a chiusura automatica, camminava affannosamente lungo la battigia togliendosi un pezzo di vestiario alla volta. E tutto questo mentre da piazza Salotto le quattro pattuglie piombate subito dopo la chiamata della signora stavano già battendo a tappeto la zona con le sirene che risuonavano lungo la riviera. Due circostanze che un esponente delle forze dell’ordine libero dal servizio, che stava trascorrendo la mattinata al mare, ha messo subito in relazione, segnalando quelle strane presenze sulla spiaggia. Da lì le ricerche si sono spostate proprio tra i bagnanti, con uomini in divisa scesi in spiaggia e altri pronti a intervenire dalla strada. Il punto indicato parlava della spiaggia libera all’altezza di via Leopoldo Muzii ed è lì, infatti, che c’è stata la scena che ha lasciato di stucco i tanti presenti. A raccontarla è ancora G.R., il bagnante sul lettino a riva. «Saranno state le 11,30 il carabiniere che correva con la mitraglietta è andato addosso a quello che correva in costume, L’ha buttato a terra e ammanettato. Quello era in costume, a petto nudo, pensavo fosse un ladro di ombrelloni. Ma subito dopo, risalendo, ho visto tra il Jambo e la spiaggia libera un’altra persona in costume, un uomo, sulla trentina, bloccato anche lui a terra da un’altra persona, in costume anch’essa». Era il militare, libero dal servizio, che ha contribuito non poco a bloccare i due rapinatori. «Non siamo stati noi, non c’entramo niente»; hanno ripetuto i due mentre venivano portato in caserma e dove alcuni dei testimoni li hanno riconosciuti senza ombra di dubbio. Sono Roberto Reddavide, 30 anni, e Vincenzo Strafile, 28, entrambi pugliesi di Cerignola. I carabinieri della stazione di Pescara Scalo li hanno arrestati recuperando tutto il denaro, circa settemila euro, e uno dei taglierini utilizzati per la rapina. Questa mattina in conferenza stampa saranno dati ulteriori dettagli. Ma resta un interrogativo, che per gran parte della mattinata ha continuato a circolare tra i bagnanti, come riferisce uno di loro: «Un carabiniere era armato, un altro aveva la pistola. E se anche i banditi avessero avuto armi da fuoco?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA