Record di contagi in città «Momento drammatico»

Parruti, direttore del Covid hospital: «I focolai sono 380 e si stanno allargando» Sui 91 nuovi casi registrati ieri, 53 riguardano ragazzi e bambini sotto ai 19 anni
PESCARA. «Il momento è drammatico, la pressione sull’ospedale non registra flessioni». L’infettivologo Giustino Parruti, direttore del Covid hospital, non usa giri di parole e va dritto al punto, snocciolando dati e numeri impietosi, nel giorno in cui, ieri, si è registrato un altro rialzo dei contagi: con 91 contagi (53 con meno di 19 anni), Pescara è stata la città più colpita seguita da Montesilvano (46): 274 i positivi registrati in tutta la provincia.
Ieri sera erano 41 i ricoverati in Terapia intensiva «tutto pieno, neppure un letto vuoto», puntualizza il professore, che aggiunge «oggi (ieri ndc) i ricoveri sono stati 20 contro i 10 di qualche giorno fa; 15 pazienti in attesa all’Osservazione breve del pronto soccorso contro gli 8 di dei giorni scorsi». Le dimissioni sono state «5 o 6» a fronte di oltre 300 persone ricoverate nel palazzo rosso di via Paolini.
Analizza, Parruti, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive: «La situazione epidemica è ancora critica, non ci sono segnali di flessione. I numeri parlano con chiarezza, i cluster si allargano, in provincia di Pescara ora sono 380».
Oggi alle 12 è previsto l’incotro tra il sindaco Carlo Masci, massima autorità sanitaria cittadina, e il prefetto Giancarlo Di Vincenzo per fare il punto sull’andamento pandemico e per focalizzare l’attenzione su una eventuale data di riapertura delle scuole, attualmente fissata al 15 marzo.
Un passaggio, quello della riapertura delle scuole, che preoccupa le famiglie che fanno i salti mortali per conciliare i tempi del lavoro con la tempistica della didattica a distanza, e sul quale però Parruti non si sbilancia: «Non mi sento di anticipare nulla», commenta senza mezzi termini, «perché queste sono valutazioni da fare insieme con gli esponenti del comitato tecnico scientifico che dovrà dare un giudizio guardando alla globalità della situazione». Un giudizio preso sempre molto seriamente dal sindaco Masci che ieri in un post ha ricordato che «Pescara è stata la prima città a essere colpita in maniera massiccia dalla variante inglese, che contagia i bambini e i ragazzi, ed è la prima dove abbiamo adottato la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado». Il sindaco ha sottolineato che «non sono mancate critiche, spesso violente nell’espressione del linguaggio, basate sull'assunto che il provvedimento fosse esagerato e fuori luogo, alla fine la scelta si è rivelata la più giusta e seguita da tutti». Ma alla fine «il tempo è galantuomo», ha rimarcato Masci, «basta aspettare per avere le risposte. Noi continueremo con il metodo dell'esame obiettivo dei fatti, con la valutazione delle risultanze scientifiche, con l'applicazione di provvedimenti fondati su conclusioni supportate da dati reali. Sappiamo perfettamente che non saremo esenti da polemiche, ma ogni decisione la prenderemo con coscienza ricercando il bene della nostra comunità».
L’analisi di Parruti, con i dati di ieri, non è confortante: «I cluster in provincia sono 380, si allargano sempre più». Ritiene, l’infettivologo, che «la parola debba passare ai decisori regionali che con il comitato scientifico deve fare le opportune valutazioni, decideremo tutti insieme». Una cosa è certa: la regione è ancora da bollino rosso. E la situazione al Covid hospital registra «un carico fortissimo sul personale: tutti lavoriamo fuori turno» rivela Parruti che rilancia l’appello alla popolazione: «Ognuno deve fare la sua parte, ciascuno deve dare il proprio contributo per contrastare il momento drammatico».
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