Record di incendi in Abruzzo: 15 roghi al giorno

18 Luglio 2017

Dall’inizio di luglio sono stati 250. Già distrutti 328 ettari di boschi: Valle Roveto, Aterno ed entroterra del Teramano le zone più devastate

PESCARA. L’Abruzzo brucia al ritmo di quindici incendi al giorno. Dall’inizio di luglio i roghi dolosi, appiccati con l’intenzione di distruggere, oppure colposi, per imperizia, imprudenza o negligenza, sono stati 250, mentre ammontano 328 gli ettari di bosco distrutti.
Sono numeri da record. I più alti negli ultimi dieci anni, confermano dalla Protezione civile regionale. Numeri che fanno paura tanto quanto i roghi che hanno insidiato Messina e Capalbio o le fiamme che hanno acceso il Vesuvio dove i piromani hanno usato persino i gatti come innesco. Anche in Abruzzo, però, è spuntato il sospetto, anzi l’incubo, di piccoli animali dati alle fiamme per innescare grandi incendi. Il sospetto arriva dal Vastese dove ieri è stata ritrovata la carcassa di un cane tra le ceneri di un rogo a Punta Aderci. Sono record agghiaccianti, record che segnano l’anno in cui proteggerci dalle fiamme costa anche di più.
L’impennata. L’Abruzzo ha oltre 400mila ettari di foreste, gran parte delle quali situate al di sopra dei mille metri. Le aree naturali protette (tre Parchi Nazionali, uno regionale e trenta riserve) rappresentano il 30% del territorio regionale. Ma dal 2007 al 2012 sono stati attraversati dal fuoco ben 30mila ettari e di questi oltre 15mila erano boschi. Nel 2016, in Abruzzo, gli incendi non boschivi hanno riguardato 404 ettari, e quelli boschivi 87 ettari per un totale di 89 roghi (fonte ex Corpo Forestale dello Stato). Ma il 2017 sta facendo segnare una drammatica ed eccezionale impennata. Dall’inizio di luglio, infatti, sono 26mila gli ettari di boschi andati in fumo in Italia, pari al 94 per cento della superficie bruciata in tutto il 2016. La Sicilia è la regione più colpita, con 13.052 ettari distrutti e roghi in quasi tutte le province, seguita dalla Calabria con 5.826 ettari, la Campania con 2.461, Lazio con 1.635, la Puglia (1.541), la Sardegna (496), l’Abruzzo (328), le Marche (264), la Toscana (200), l’Umbria (134) e la Basilicata (84).
Afa e niente piogge. Nelle prime due settimane di luglio, quindi, i numeri registrati lo scorso anno sono stati già polverizzati. Anzi inceneriti. Un luglio bollente in cui le temperature minime sono risultate superiori di 2,6 gradi sulla media di riferimento mentre le precipitazioni sono in calo del 60 per cento, aggravando una crisi idrica di portata storica a livello nazionale con siccità e diffusione degli incendi. E’ quanto emerge dal dossier-Coldiretti che parla di «devastante ondata di incendi che mette a rischio l’ambiente, l’economia, il lavoro, il turismo e purtroppo anche le vite umane».
Qui più che altrove. Le zone d’Abruzzo più colpite (fonte Protezione civile Regione) sono la Valle Roveto, l’Aterno a confine tra Chieti e Pescara, quindi da Lettomanoppello fino a Caramanico Terme e Bussi, l’entroterra del Teramano e il Vastese. Nelle ultime ore, incendi hanno distrutto la boscaglia a Molina Aterno, nell’Aquilano, e a Punta Aderci, splendida riserva vastese. Mentre negli ultimi giorni i roghi hanno incenerito boschi a Castiglione a Casauria e in località Colle della Rena, tra le contrade Scagnano e San Tommaso, nel Comune di Caramanico al confine con San Valentino in Abruzzo Citeriore, dove le fiamme si sono protratte per oltre quaranta ore; e nella provincia dell’Aquila sul monte Labbrone (Trasacco). Infine nel Teramano a Cellino Attanasio, Castellalto e a Notaresco.
L’inferno del 2007. Non siamo ai livelli nell’anno infernale, il peggiore di tutti, cioè il 2007, esattamente dieci anni fa, quando 149 comuni abruzzesi, di cui 22 della provincia di Pescara, in quella estate torrida, furono devastati dagli incendi. Allora la Presidenza del consiglio dei ministri stanziò 5 milioni di euro destinati a tutti quei Comuni italiani, di 7 regioni, colpiti dagli incendi.
Ma stando alle testimonianze recenti, nessuno ha mai risarcito i danneggiati abruzzesi: proprietari di oltre 10 ettari fra coltivazioni di vigneti e uliveti, e 50 ettari di bosco nella sola Abbatteggio. Danni stimati in due milioni di euro di cui resta solo un drammatico ricordo. Quella della fuga dalle case, di notte, mentre il fuoco le avvolgeva come una bomba di Napalm.
©RIPRODUZIONE RISERVATA