Reddito di cittadinanza, record a Nereto

Pescara è prima, ma il paese teramano guida la classifica con una domanda per ogni 5 cittadini, seguito da Atri, Avezzano, Chieti
PESCARA. Sono Nereto, Atri, Avezzano, e Chieti le città abruzzesi dove si trova la maggiore concentrazione di poveri. Questo, almeno, a giudicare dal numero di domande presentate all’Inps per accedere al Reddito di cittadinanza, la misura varata dal governo Lega-Cinquestelle con l’obiettivo di contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Alla data del 5 aprile scorso, in Abruzzo le domande presentate erano 19.110 (una su 68 abitanti). Su scala nazionale, invece, ben 806.878.
IN TESTA. A rendere noti i dati è l’Inps, che segnala come a Nereto, a fronte di una popolazione di circa 5.200 persone, le domande inoltrate per avere il sussidio sono ben 1.106. Quasi un abitante su cinque. Seguono Atri, dove tra i 10.500 residenti si contano 740 domande (una su 14), Avezzano, con 2.565 domande e una popolazione di circa 42.500 residenti (una su 16), e Chieti, con una popolazione di circa 51mila abitanti, dove le domande sono state 2.640 (una ogni 19).
IN CODA. Analizzando i dati forniti dall’Inps si scopre che all’Aquila le domande presentate sono state 1.244, a fronte di una popolazione di circa 69mila residenti (uno su 55). Nell’ambito dei dati forniti dall’Inps, finora, si tratta della località con la percentuale minore per numero di abitanti. Segue Montesilvano, con 1.184 domande a fronte di circa 54mila residenti (una domanda su 45 abitanti).
NEL MEZZO. La rilevazione dell’Inps ha riguardato, oltre ai quattro capoluoghi di provincia, altre otto tra le principali località abruzzesi. Nel mezzo della classifica ci sono Lanciano, con 1.402 domande (circa 35.200 abitanti), vale a dire una 25; Giulianova, con 918 domande e circa 24mila abitanti (uno su 26); Sulmona, dove sono state presentate 852 domande a fronte di circa 24.500 residenti (una ogni 28 persone); Vasto, con 1.209 domande e circa 41.200 residenti (una su 33); Teramo, con 1.351 domande e circa 54mila residenti (una su 39); e Pescara, dove a fronte di circa 120mila residenti le domande sono state 3.899, che in assoluto è il numero più alto, ma che rapportato alla popolazione equivale a una ogni 41 persone.
LA SECONDA FASE. «L’Abruzzo aveva bisogno del Reddito di cittadinanza e grazie al M5S lo ha ottenuto. Nessuna preoccupazione», assicura Sara Marcozzi, capogruppo dei Cinquestelle in consiglio regionale, «per la seconda fase di assegnazione dei posti di lavoro. I detrattori hanno sempre screditato questo provvedimento che sta andando alla grande».
LA RISPOSTA ALLA CGIL. «Le preoccupazioni per la seconda fase, espresse del segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri», dice Marcozzi, «sono infondate. Siamo abituati agli scettici, da sempre in molti hanno denigrato questa manovra fondamentale per migliorare le condizioni di vita di tanti cittadini. A sentire i detrattori non sarebbe mai dovuta decollare perché “impossibile da realizzare” o “priva di coperture”. Ebbene è stata approvata, le coperture ci sono e oggi siamo partiti e senza intoppi. Il M5S ha portato in Italia e in Abruzzo il reddito di cittadinanza, una misura di giustizia che vedeva il nostro Paese l’unico in Europa a non prevederla», osserva Marcozzi.
COME FUNZIONA. Non si tratta, spiega in una nota la capogruppo Cinquestelle, «di un provvedimento assistenzialista, ma di una vera e propria manovra economica che nel breve periodo dona un po’ di ossigeno a cittadini in difficoltà e nel medio li reinserisce, dopo un percorso di formazione, nel mondo del lavoro. Per ricevere il Reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcune condizioni che riguardano l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale».
QUANTI SOLDI. «Il contributo»,conclude, «avrà un importo massimo di 780 euro al mese e dovrebbe essere erogato a partire dal 15 aprile». Il limite di reddito Isee è di 9.360 euro.

