Regione, i 4 manager verso la conferma

Flacco e Fagnano: c’è già l’ok. Per Mancini e Tordera arriverà
PESCARA. Sono da zero in pagella il manager della Asl di Lanciano, Vasto e Chieti, Pasquale Flacco, e di quella teramana, Roberto Fagnano, se il tema da affrontare, e da risolvere, è quello della mobilità passiva, cioè la fuga dei pazienti verso altre Asl oppure in altre regioni. Così come nessuno dei due brilla in materia di spesa farmaceutica sul territorio, oppure all’interno degli ospedali. Entrambi, secondo la Regione, meritano anche in questo caso il voto zero. Se però si parla di «rispetto dei tempi per l’invio di informazioni alla Regione», in parole semplici di zelo verso l’ente che decide sui loro contratti e sui premi in busta paga, Flacco e Fagnano valgono venti punti. Cioè il massimo. Ma brillano anche per altri obiettivi raggiunti come la «razionalizzazione dei posti letto». Tutti e due sono da 10.
CARTE SVELATE. Tirando le somme delle griglie di valutazione, composte da 19 voci, che il Centro è riuscito a visionare, i direttori generali di queste due Asl abruzzesi hanno superato gli esami. Sono proprio i voti che pubblichiamo a determinare la conferma, dopo i primi 18 mesi di incarico, oppure il rinnovo del contratto alla scadenza dello stesso. I punteggi, sugli obiettivi raggiunti o falliti, decretano la sorte dei direttori generali della sanità e, allo stesso tempo, danno anche uno spaccato preciso, in alcuni casi impietoso e in altri invece molto positivo, dello stato delle Asl in Abruzzo.
LE REGOLE. Se la somma dei voti supera il valore 120, la soglia minima, il manager Asl resta in sella. Altrimenti va a casa. Ebbene, alla fine degli esami, Flacco ha raggiunto il voto complessivo di 122. Ed è stata confermato per altri 18 mesi dalla Regione che lo ha promosso a pieni voti, o quasi, per le voci che riguardano la gestione, e quindi la spesa, del personale negli ospedali del Chietino; il controllo sui medici che svolgono attività intramoenia, ovvero che fanno visite private all’interno dell’ospedale, versando però alla Asl una consistente quota di parcella, o ancora per la realizzazione dei piani di prevenzione vaccinali e tumorali (in cui la Asl teatina pare svettare in Abruzzo), e gli investimenti in edilizia e tecnologia negli ospedali.
NON VA. E’ sonora, invece, la bocciatura del manager della Asl teatina per le prescrizioni di farmaci generici oppure per l’incremento delle cure a domicilio. Così scrive la Regione.
Il quadro completo di voti e obiettivi è riportato nella tabella che pubblichiamo a destra, dove sono riportate anche le valutazioni che Fagnano ha avuto a metà del suo mandato, raggiungendo quota 143. Un punteggio che lo ha messo al sicuro, dopo i primi 18 mesi di incarico, facendogli peraltro vincere la sfida a distanza con il collega di Chieti.
SA RISPARMIARE. Fagnano e la sua Asl, infatti, appaiono virtuosi in materia di risparmi sugli acquisti di beni e servizi (13 punti su 15, rispetto ai soli 3 punti di Flacco). Così come il manager teramano ha centrato il massimo per ciò che riguarda il rispetto degli obblighi di contratto verso i fornitori della Asl; il controllo sulla qualità delle prestazione sanitarie (una voce in cui Flacco non è da meno), e la sicurezza e il rischio clinico.
DA MIGLIORARE. E’ però basso, troppo basso, quel 3,5 in materia di realizzazione del piano regionale prevenzione (parliamo di vaccini e screening sui tumori al seno e al colon) su un valore massimo di 15 punti. A metà mandato, Fagnano, in questo caso non brillava. Ma ha tutto il tempo per migliorare.
ASTICELLA PIÙ ALTA. La Regione sta per rinnovargli il contratto per altri tre anni. La delibera è già scritta. Ma l’asticella degli obiettivi da centrare, in particolare quelli in materia di spesa farmaceutica, diventa molto più alta. Sarà così anche per gli altri manager. Al dg teramano tocca però fare da cavia. A che prezzi? A due manager è stata già riconosciuta un’integrazione del trattamento economico. Si tratta di un premio del 10 per cento in più per Flacco (deciso ora) e del 20 a Fagnano (già deciso a di metà mandato) su una somma che, nel suo caso, è di 113 mila euro l’anno. Le due delibere, di rinnovo e conferma, curate dall’assessore alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci e dal direttore del settore Sanità e Welfare, Angelo Muraglia, stanno per arrivare in giunta. Nel giro di poco tempo si definirà anche il via libera per gli altri due manager a metà mandato.
GLI ALTRI DUE. Nel caso del direttore generale Armando Mancini, la conferma è data per scontata. Ma il manager pescarese è avvantaggiato rispetto agli altri tre dg perché la sua azienda è composta da un solo ospedale, il Santo Spirito. Appare invece in bilico, secondo altre indiscrezioni trapelate dalle stanze dell’assessorato, la decisione su RinaldoTordera, direttore generale della Asl dell’Aquila, pare per i punteggi sulla gestione del personale in servizio nei suoi ospedali.
I suoi voti in questo caso non brillerebbero. Ma in soccorso del manager, che guida una Asl complessa per numero di ospedali, arriverà il cosiddetto “voto medio ponderato”, espresso a fine griglia di valutazione dai dirigenti del Servizio Sistema organizzativo e risorse umane del settore sanità della Regione, l’organismo deputato per le pagelle alle Asl abruzzesi.
SALVAGENTE. E’ accaduto a Flacco: il voto medio ponderato gli ha salvato il posto perché la sua valutazione, sulla base dei 19 obiettivi raggiunti o falliti, era di 102. Troppo poco per essere confermato. Ma i dirigenti gli hanno concesso venti punti extra. Così come era accaduto anche per Fagnano che, a metà mandato, ha beneficiato di venticinque punti da parte dei dirigenti.
«E lo stesso accadrà per gli altri due manager sotto esame». Così rivelano dagli ambienti della sanità regionale.

