Regolamento vigili, 80 agenti lo bocciano

Il personale invia una lettera al sindaco e ai consiglieri: «Le norme che riguardano ronde, turni e gradi vanno corrette»
PESCARA. Nel giorno in cui il consiglio comunale ha riavviato l’esame del nuovo regolamento della polizia municipale, spunta una lettera inviata da 81 vigili urbani, su un totale di 140, indirizzata al sindaco, assessori al personale e alla polizia urbana e a tutti i consiglieri, per contestare il documento. Documento su cui, tra l’altro, gravano oltre 150 emendamenti: una trentina presentati dal centrodestra e il resto dal Movimento 5 Stelle. L’esame iniziato ieri, proseguirà oggi. La lettera dei vigili, in realtà, è stata ricevuta e protocollata dagli uffici comunali il 30 novembre scorso, ma solo ora è stata resa nota. Nel testo vengono evidenziate quelle che gli agenti chiamano criticità, ossia le norme che non vanno e, quindi, da modificare. Modifiche di cui, evidentemente, non si è tenuto conto quando il regolamento è stato riveduto e corretto in commissione, perché anche la prima versione era stata bocciata dai sindacati dei vigili.
E le criticità evidenziate nella lettera non sono di poco conto. «I sottoscritti dipendenti della polizia municipale», si legge, «ritengono necessario segnalare alcune criticità riscontrate nella proposta di delibera che avrebbero pesanti ricadute negative sul lavoro degli scriventi e sul servizio ai cittadini. Peraltro, il nuovo regolamento interviene in un contesto lavorativo già molto pesante, con il rischio di destabilizzare personale e servizi in caso di ulteriore aggravio della situazione». Gli agenti parlano di problemi dovuti ad «una grave carenza di organico, per il fatto che parte del personale è escluso dai servizi di controllo e vigilanza e dall’orario di lavoro a turni». Da qui le contestazioni al regolamento.
In particolare, si chiede di correggere l’articolo 27 sulla sicurezza, «allo scopo di garantire che i servizi diurni vengano svolti almeno in coppia e quelli notturni da almeno tre agenti». I vigili chiedono inoltre, sempre sul piano della sicurezza, di rispettare la legge sui servizi armati per i vigili di quartiere e le operazioni a piedi». «Molto sentita dagli scriventi», è riportato nella lettera, «è anche la questione dei doveri dei dipendenti (articolo 40). Non è possibile introdurre obblighi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla legge e dal contratto nazionale di lavoro. Non è ammissibile obbligare alla comunicazione del proprio telefono privato né, tantomeno, il considerarsi sempre disponibili».
«Altro aspetto importante», prosegue il documento, «è la determinazione dell’organico del corpo (articolo 13) che rappresenta un presupposto fondamentale per comprendere e organizzare la capacità operativa della polizia municipale. La generica indicazione dei criteri, senza che venga effettuata la determinazione numerica per qualifica, è fonte di incertezza nella definizione dei compiti e della capacità operativa del corpo». «Inoltre», aggiungono, «la situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di personale incaricato di compiti amministrativi conteggiato nella dotazione numerica complessiva».
«Infine», conclude la lettera, «con riferimento ai gradi e ai simboli, si chiede di riferirsi alle previsioni tassative della legge regionale 42/13. Determinare figure o gradi diversi (vicario al posto del vice comandante), oltre a violare la legge determinano grave incertezza».
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