Requisite le mascherine di Cepagatti

10 Maggio 2020

Acquistati 10mila pezzi dalla farmacia, ma la dogana di Civitanova li ha bloccati

CEPAGATTI. Il paese deve rinunciare a diecimila mascherine regolarmente acquistate da una farmacia di Cepagatti, perché queste sono state requisite e consegnate alla Protezione civile. È quanto denuncia l’assessore alla Salute pubblica Camillo Sborgia.
«Un gruppo di farmacisti di varie zona d’Italia», riferisce Sborgia, «ancor prima dell’accordo sul prezzo delle mascherine, e proprio per offrirle a un costo equo ai cittadini, hanno acquistato una fornitura direttamente dal produttore cinese. Tramite un importatore marchigiano, e per accelerare i tempi, si è provveduto a un pagamento anticipato».
«Dopo l’arrivo in Italia c’è stata però l’amara sorpresa», continua l’assessore, «tutte le mascherine sono state bloccate nei magazzini della dogana di Civitanova Marche, lasciandone sprovviste le farmacie che avevano versato un acconto del 70%».
L’intera fornitura comprendeva ben 315mila mascherine: «Tra gli acquirenti c’erano diverse farmacie abruzzesi, tra cui una di Cepagatti che avrebbe dovuto riceverne diecimila», dice Sborgia, «che ha ricevuto il verbale di esecuzione e notifica del decreto di requisizione nel quale si spiegava che la merce sarebbe stata consegnata alla Protezione civile.
«A partire da lunedì, i cittadini di Cepagatti e dintorni avrebbero potuto trovare mascherine a 50 centesimi più Iva nella loro farmacia», lamenta l’assessore alla Salute pubblica, «invece oggi, a causa di quello che può essere definito un “intervento di prepotenza”, le mascherine si trovano ancora ferme inutilmente in un magazzino. Considerando che l’uso delle mascherine è assolutamente necessario per far ripartire la delicatissima fase 2, non si capisce affatto l’utilità di un atto che danneggia di fatto i cittadini».(a.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.