Residenza protetta per 25 anziani non autosufficienti

5 Maggio 2019

Città Sant’Angelo, taglio del nastro a Palazzo Sgaroni Recubini: «È’ la prima struttura pubblica in provincia»

CITTA’ SANT’ANGELO. Nasce nel cuore di Città Sant'Angelo, Palazzo Sgaroni, la prima Residenza protetta assistita pubblica della provincia di Pescara. Non sarà solo questo, ma anche uno spazio aperto a chi è in cerca di un pasto caldo, grazie al servizio mensa che servirà i clienti a prezzi calmierati.
La struttura è stata inaugurata ieri, alla presenza dei vertici della Asp di Pescara, del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dell'assessore regionale alle politiche sociali Piero Fioretti, del presidente della provincia Antonio Zaffiri. Ma a tagliare il nastro, tenuto in mano dal primo cittadino Gabriele Florindi, è stato il presidente dell'Azienda Servizi alla Persona (Asp) di Pescara Dario Recubini: la festa è soprattutto per loro due, che vedono coronati anni d'impegno. Il primo a parlare è il sindaco Florindi. Dopo aver ricordato suor Maria Nazzarena, un'operatrice che ha dedicato la vita allo Sgaroni, ha lodato il lavoro della Asp: «Finalmente un carrozzone che funziona, e non solo qui. Oggi diamo anche una risposta a chi pensava che dopo questi lavori sarebbe cambiato l'uso di questa struttura, che invece resta lo stesso: 25 posti letto per anziani che non hanno altri familiari in grado di accudirli, con ogni genere di servizio garantito, e la mensa accessibile anche a chi non soggiorna qui».
Ancora da affidare la gestione, attraverso un bando di gara europeo che «garantirà ditte certificate e qualificate». Recubini ha innanzitutto voluto ringraziare quelli che ha chiamato "aspini", cioè i collaboratori della Asp: dipendenti pubblici a tempo determinato per i quali ha chiesto un intervento normativo. Leggi "inadeguate" penalizzano anche l'assistenza agli anziani: «È incredibile ad esempio che l'assistenza domiciliare non possa venire in una struttura come questa, perché non è previsto». Per il resto spazio solo alle buone notizie: «Questa struttura nasce grazie a fondi europei e regionali, un milione e 600 mila euro stanziati per l’adeguamento sismico. Mancano solo gli ascensori, ma ho voluto inaugurare perché troppa gente mi chiedeva del futuro dello Sgaroni: la novità è che diventerà una residenza protetta, eviterà di ospedalizzare gli anziani». La struttura angolana è la prima del genere in provincia, ma Recubini vuole mettere la firma anche sulla seconda, immaginando lo stesso futuro per il Carmine di Penne. «Senza il sindaco al mio fianco tutto questo non sarebbe stato possibile», ha concluso. E dopo gli applausi si è schermito: «Non sono bravo, la sera leggo e prendo appunti sulle cose che fanno nelle altre regioni, la mattina provo a rifarle in Abruzzo».