Rete di Comuni per contrastare la ludopatia

15 Aprile 2015

Spoltore, l’esperienza dello sportello “Stop the game” spinge gli amministratori a collaborare

SPOLTORE. Creare un network di Comuni per porre un argine al fenomeno dilagante della ludopatia, potenziando prevenzione e interventi di contrasto al gioco patologico che sta assumendo caratteristiche di emergenza sociale. Con l’obiettivo di valutare la proposta di allestire una rete di istituzioni locali anti-ludopatia si sono riuniti i rappresentanti comunali di Spoltore, San Giovanni Teatino e Cepagatti. Invitati all’incontro, nel municipio di Spoltore, anche gli amministratori di Montesilvano e Città Sant’Angelo, che per impegni improvvisi degli assessori delegati non hanno potuto partecipare.

L’anno scorso ha debuttato il progetto Stop the game, concluso a febbraio, che ha squarciato il velo sul gioco d’azzardo che spinge tante, troppe, persone a rovinarsi inseguendo la chimera dei soldi facili e del benessere conquistato con lotterie e altri giochi come le slot machine. Un progetto è stato attivato nei mesi scorsi anche a Cepagatti. Per fare squadra contro la nuova piaga sociale, in spaventosa crescita, Spoltore ha chiamato a raccolta i Comuni del circondario. Hanno partecipato gli assessori Mirella Federico, per San Giovanni Teatino, e Camillo Sborgia, Cepagatti, con gli psicoterapeuti dell’associazione CollegaMenti, Antonio Maccarone, Marianna Piccioni e Lorenza La Rovere, pionieri della lotta al gioco compulsivo.

«Grazie al progetto Stop the game» commenta il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, «ci siamo resi conto di quanto sia diffusa questa emergenza sociale. Sono numerose le persone vittime delle nuove dipendenze, tante le persone che risiedono nei Comuni limitrofi che hanno contattato il numero Sos ludopatia di Spoltore. Riceviamo segnalazioni dai servizi sociali su casi molto gravi. C’è chi arriva a perdere la casa davanti a una macchinetta. Dobbiamo intervenire e farlo subito insieme agli amministratori dei Comuni vicini».

«Fare rete conviene a tutti» osserva la consigliera delegata alla Sanità, Nada Di Giandomenico, «sia per ottimizzare le risorse, sia perché è l’anonimato il presupposto fondamentale per convincere i dipendenti dal gioco a partecipare a terapie e sedute di gruppo. Ringrazio gli assessori Sborgia e Federico per la presenza e Città Sant’Angelo e Montesilvano che hanno già mostrato grande interesse verso questa proposta. Ci ritroveremo nelle prossime settimane per capire eventuali modalità e reali possibilità di metterci insieme e dire no alla ludopatia».

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