Riapre la galleria, ci sono tre indagati

13 Luglio 2024

La Procura di Pescara ha dissequestrato il tunnel chiuso da dicembre: sott’accusa due progettisti e un collaudatore

FRANCAVILLA. La procura della Repubblica di Pescara, a poco più di sette mesi dal crollo che poteva trasformarsi in disastro, firma il provvedimento di dissequestro della galleria San Silvestro, preziosa strada di collegamento tra Pescara e Francavilla, firmato dal gip il 4 dicembre 2023 su richiesta della stessa procura. Nello stesso tempo, imprime una svolta all’inchiesta (indagini dei carabinieri forestali) e iscrive nel registro degli indagati i nomi dei presunti responsabili: due progettisti e un collaudatore (personaggio noto alle cronache nazionali e con un importante trascorso giudiziario), con l’ipotesi di reato di crollo colposo (asciugando così il ventaglio di reati ipotizzati al momento della richiesta di sequestro contro ignoti: attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina, getto pericoloso di cose e altro). Nessuna responsabilità dunque in capo ai vertici dell’Anas, né del gruppo Toto che realizzò l’opera nel 2007 (due ipotesi accantonate subito dai magistrati che seguono l'inchiesta, il procuratore Giuseppe Bellelli e il sostituto Anna Benigni). A fornire alla magistratura gli elementi per individuare i presunti responsabili, è stata la consulenza tecnica del professor Bernardino Chiaia che già dopo i primi accertamenti aveva espresso parere contrario a una riapertura della galleria in mancanza di adeguati lavori per la messa in sicurezza. Chiaia, così come il pm Benigni riporta nel decreto di dissequestro, aveva ritenuto idoneo il progetto dell’Anas di ripristino e di messa in sicurezza della galleria San Silvestro, ma una volta eseguiti i lavori. Adesso il pm scrive che «allegata alla istanza di revoca del sequestro (depositata un paio di giorni fa dall’avvocato Daniele Ripamonti dell'Anas) vi è la nota tecnico-descrittiva di Anas nella quale viene dichiarata la conformità dell’opera alle previsioni di progetto: “le lavorazioni eseguite e la loro ultimazione hanno permesso di conseguire, secondo le previsioni di progetto, livelli di sicurezza prestazionali per le tratte oggetto di intervento tali da consentire la riapertura al traffico veicolare dell'infrastruttura”». Senza questo passaggio tecnico, la riapertura non sarebbe stata possibile perché non dipendeva dalla volontà della procura, ma dal completamento dei lavori, e quindi da Anas. Individuate dalla procura le possibili responsabilità da parte dei tecnici indagati, bisognerà accertare cosa non sarebbe stato fatto e perché, e verificare come fu eseguito il collaudo. Nel crollo della parete laterale della galleria (per un’infiltrazione di acqua di superficie che avrebbe sfilato dai fori le barre di ancoraggio a causa della spinta idraulica sul rivestimento), il 22 novembre scorso rischiò di restare sotto le macerie un automobilista.