Ricetta al morto, medico assolto

21 Ottobre 2016

Il dottore di Montesilvano era di guardia a Fossacesia: per il giudice fu una svista

MONTESILVANO. Si trattò di un banale errore: prescrisse con ricetta medica mutuabile sei fiale di antibiotico a una persona che però era defunta, ma non lo fece con l’intenzione di truffare né di arrecare danni alla Asl, ma per una svista. Il giudice del tribunale di Lanciano Andrea Belli ha assolto con formula piena Fulvio Papa, 55 anni, medico di Montesilvano finito a processo per falsità ideologica, falso in atto pubblico e per la truffa ai danni della Asl. Papa lavorava come guardia medica nel distretto di Fossacesia e qui, il 18 giugno 2012 avrebbefirmato una ricetta per 6 confezioni di Daytrix, intestandola alla paziente M.V.B.: la donna, però era morta nel 2011. Quindi avrebbe attestato falsamente che la paziente era in vita e necessitava dei farmaci.

Inoltre, secondo l’accusa, avrebbe anche truffato la Asl inducendo l’azienda in errore con la falsa ricetta sia sull’esistenza in vita della paziente e sia sulla necessità di erogare il farmaco, procurando al portatore della ricetta un ingiusto profitto pari alla ricezione del farmaco prescritto con pari danno per la Asl. Una truffa di 29 euro.

Il pubblico ministero Delfina Conventi e il legale della Asl Marco De Angelis, hanno chiesto la condanna del medico; il giudice invece ha accolto la richiesta di assoluzione del legale di Papa, Andrea Cerrone. «Si è dimostrato a processo l’innocenza del medico», commenta l’avvocato difensore,«processato per colpe passate non di certo per i fatti odierni visto che il farmaco, che è un semplice antibiotico del valore di 29 euro, è stato prescritto, di notte, per errore e non certo con intenti truffaldini. Poteva ad esempio, averlo prescritto perché non era stata aggiornata l’anagrafica dei pazienti, o perché gli era stato presentato il tesserino della donna. Fu un semplice errore, lo ripeto. Finalmente è emersa la verità». (t.d.r.)

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