Riconteggio voti, Cilli fa ricorso

Il 2° posto alle regionali conteso con Zaffiri: chiesto l’annullamento in autotutela
MONTESILVANO. L’errore nel riconteggio dei voti c’è e il vicesindaco Paolo Cilli fa ricorso per tornare a occupare il secondo piazzamento nella lista pescarese di Forza Italia, dopo il consigliere regionale Lorenzo Sospiri.
La conferma arriva proprio dal diretto interessato che nei giorni scorsi aveva preferito non rilasciare dichiarazioni, ma che ora, invece, dopo la presentazione ufficiale del ricorso, interviene su quanto accaduto. Tutto ruota intorno ai risultati delle elezioni regionali che in un primo momento avevano visto Cilli arrivare secondo, e quindi primo dei non eletti, dopo il presidente del consiglio regionale uscente Sospiri, e in vantaggio rispetto al terzo classificato Antonio Zaffiri. Ma dopo qualche giorno, il riconteggio del tribunale e l’ufficializzazione dei dati elettorali avevano visto il vicesindaco scalare in terza posizione grazie ad alcuni voti non attribuiti al suo diretto avversario, salito al secondo posto.
Metabolizzata la delusione iniziale, Cilli però non si era arreso, richiedendo di visionare i documenti che non collimavano con i dati ufficiosi raccolti dai rappresentanti di lista.
«Ho richiesto un accesso agli atti perché qualcosa non mi quadrava», spiega ora il vicesindaco di Montesilvano, «e mi sono reso conto di un errore macroscopico commesso durante la fase di trascrizione dei voti di una sezione». Si tratta, in particolare, della sezione n. 3 del Comune di Moscufo dove gli 89 voti di Zaffiri sono diventati 144 in fase di riconteggio. «Durante la trascrizione è stato saltato un intero rigo», evidenzia Cilli. «Quel 144, infatti, non è riferito ai voti presi da Zaffiri, ma al numero totale di preferenze ottenute dall’intera lista di Forza Italia. Per questa ragione, oltre a presentare un ricorso al Tar, ho provveduto a inoltrare direttamente al Tribunale di Pescara una richiesta di annullamento dell’atto in autotutela, così da accelerare il tutto. Ovviamente, qualora il Tribunale, resosi conto dell’errore, annullasse l’atto, ritirerei il ricorso al Tar perché a quel punto sarebbe inutile». In attesa dell’accertamento dell’errore, a Cilli ora non resta che sperare in un posto in giunta per Sospiri che, automaticamente, aprirebbe al vicesindaco le porte dell’Emiciclo, sfatando il tabù che vede Montesilvano fuori dal consiglio regionale da oltre un quarto di secolo. (a.l.)

